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35 ANNI FA IL PRIMO TRAPIANTO DI CUORE

Il 3 dicembre del 1967 Christian Barnard aprì l'era dei trapianti di cuore. Nel mondo sono più di 49.000 le persone che vivono con un cuore nuovo.

05/12/2002
Il 3 dicembre del 1967, trentacinque anni fa, all'ospedale Groote Schuur di Città del Capo il dottor Christian Barnard pratica su un essere umano quel che aveva sperimentato tante volte sugli animali: sostituire il cuore malato di un paziente con uno sano. A Louis Washkansky, 53 anni, cardiopatico senza alcuna possibilità di vivere ancora per molto, gli viene trapiantato il cuore di una giovane donna morta per incidente stradale. L'operazione, durò cinque ore. I giornali il giorno successivo titolavano a tutta pagina sul successo del primo trapianto di cuore umano. "Il sabato ero un chirurgo qualsiasi del Sudafrica, il lunedì successivo ero diventato una celebrità mondiale", ricordava Christian Barnard a chi gli chiedeva come si fosse preparato a quell'intervento. Washakansky sopravvisse 18 giorni. Morì di polmonite. I farmaci che dovevano impedire il rigetto del nuovo cuore avevano danneggiato il suo sistema immunitario. Ma quello fu solo il primo passo e Barnard il primo ad osare. "Per me il cuore è un organo privo di qualsiasi mistica. L'ho sempre considerato una semplice pompa. L'individuo- ricordava durante le tavole rotonde - è cervello, non cuore". In uno dei tanti incontri in Italia affermò: " E' molto meglio trapiantare un cuore che seppellirlo". Oggi nel mondo sono più di 49.000 le persone che vivono con un trapianto di cuore. La sopravvivenza ad un anno dall'intervento è del 90%; dopo 10 anni del 65%; dopo 12,5 anni 50%. Secondo il registro U.C.L.A. il record internazionale di sopravvivenza per il trapianto di cuore è di 24 anni. (vipas)
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