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5 per mille 2011 “formato mignon”: tra negazioni e proposte.

di Carlo Mazzini

17/11/2010
[Tratto dal sito web dell’avv. Carlo Mazzini] Ieri all’Assemblea della Camera è iniziata la discussione della legge di stabilità e del Bilancio di previsione 2011-2013. In merito al 5 per mille “mignon”, ristretto, tagliato, si è assistito al solito teatrino; la maggioranza ha negato il problema nel modo più classico, non parlandone, e la minoranza l’ha cavalcato - a me sembra ancora blandamente - come ingiustizia. Marco M. Milanese, relatore della maggioranza sul pdl 3778, afferma: “La Commissione ha inoltre individuato una serie di esigenze, indifferibili ed urgenti, alle quali destinare un ammontare di risorse, pari complessivamente a 800 milioni di euro. Si tratta, in particolare, del sostegno alle scuole non statali, della proroga del 5 per mille, del sostegno al settore editoriale, di un contributo a favore delle università statali non legalmente riconosciute, della partecipazione italiana a banche e fondi internazionali, di interventi per assicurare la gratuità dei libri di testo scolastici, della prosecuzione del rapporto di lavoro dei lavoratori impegnati in attività socialmente utili”. Accennare al fatto che si sono ridotti i fondi, no? M. Marsilio, relatore di maggioranza per il pdl 3779 ha persino aggiunto: “Nella legge di bilancio si conferma che sono state escluse dai tagli le risorse destinate al Fondo ordinario dell’università, all’informatica, alla ricerca, al 5 per mille del gettito I.R.E.”. La riduzione del 75% non è un taglio? G. Fallica osa di più; infatti parla senza dire nulla: “Questi interventi del valore di circa 5,8 miliardi di euro – come indicato dal viceministro Vegas – sono diretti, come noto, a coprire esigenze inderogabili come: il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali anche in deroga, la destinazione di risorse per circa un miliardo di euro alle università (di cui 100 milioni destinati al diritto allo studio), l’allentamento del Patto di stabilità per le regioni e gli enti locali, la detassazione del salario di produttività, il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace, l’incremento dei finanziamenti per le scuole paritarie, il rifinanziamento del 5 per mille, il rifinanziamento del fondo per le politiche sociali, l’esenzione del ticket per la diagnostica, il credito di imposta per le imprese che affideranno attività di ricerca e sviluppo alle università, altre finalizzazioni minori”. Della serie “La minestra? Ottima ed abbondante, signor Tenente!”. Rifinanziamento del 5 per mille? E lo chiama rifinanziamento? L’opposizione, si oppone, e Ciccanti cerca di utilizzare un espediente retorico per far colpo: “… Non ho il tempo di parlare dell’imbroglio del 5 per mille negato a migliaia di associazioni sportive, culturali e di volontariato …” Certo se avesse avuto tempo di inserirci la ricerca scientifica … M. Tassone afferma di non capire: “Allo stesso modo, vi è tutta la problematica che è stata evidenziata anche dal collega Ciccanti: quando si parla del 5 per mille, vi è una situazione confusa, ma, soprattutto, vi è un travaglio che non lascia tranquillo nessuno, perché vi sono «costruzioni» e «marchingegni», anche normativi, che certamente non aiutano a capire, né a individuare quali possano essere gli obiettivi e gli approdi”. Vieni al sodo! Basta dire che hanno tagliato i fondi! Livia Turco mette sul piatto della discussione finalmente i fatti: “Signor Presidente, con molta amarezza denunciamo con tutto il vigore possibile il vero e proprio massacro delle politiche sociali che è contenuto in questa legge di stabilità. (…) Il Fondo nazionale per le politiche giovanili passa da 139 milioni a 15 milioni di euro; il finanziamento per le pari opportunità da 45 milioni a 18 milioni di euro; il sostegno per la famiglia, tanto esaltata, da 280 milioni a 52 milioni di euro; il finanziamento del servizio civile da 299 milioni a 112 milioni di euro; il 5 per mille, che era il fiore all’occhiello della vostra politica, viene decurtato pesantemente e ridotto a 100 milioni di euro”. Finalmente un politico che dà i numeri senza impazzire! Brava! Anche M. Marchi ci vede bene: “Insomma, balza agli occhi che il maxiemendamento – così come il decreto-legge a cui si pensava – non è una manovra per lo sviluppo, ma una manovra tappabuchi con distorsioni – come il minor finanziamento per il 5 per mille ed i maggiori finanziamenti per le scuole non statali – che non tappa neanche tutti i buchi”. Borghesi, relatore di minoranza sul pdl 3779, mettendo in dubbio che una serie di manovre siano andate a favorire lo sviluppo afferma: “I 100 milioni destinati al 5 per mille, forse (servono allo sviluppo, ndr), se permettono di movimentare qualche cosa”. Una parola in più poteva dirla, no? Passiamo ora agli emendamenti che già ieri sono stati presentati; dopo un breve commento trovate un giudizio sintetico. Avverto che il tono è sarcastico. “1. 140. (ex 0. 1. 500. 265.) Borghesi, Cambursano. Al comma 40, elenco 1, sopprimere la voce: Sostegno alle scuole non statali attraverso il rifinanziamento del programma di interventi di cui all’articolo 2, comma 47, della legge 22 dicembre 2008, n. 203. Conseguentemente, al medesimo elenco 1, voce: Proroga della liquidazione della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai sensi dell’articolo 63-bis, commi da 1 a 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sostituire l’importo: 100 con il seguente: 345. 
” Giusto per attirarsi la simpatia della parte cattolica, cancellano il finanziamento delle scuole paritarie per darlo al 5 per mille. STRATEGHI! “1. 141. (ex 0. 1. 500. 266.) Galletti, Ciccanti, Occhiuto. Al comma 40, elenco 1, voce: Proroga della liquidazione della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai sensi dell’articolo 63-bis, commi da 1 a 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sostituire l’importo: 100 con il seguente: 500. Conseguentemente: al medesimo elenco, sostituire il totale con il seguente: 1.150; 
   dopo il comma 162, aggiungere il seguente: 162-bis. La ritenuta sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria relativi ad operazioni finanziarie è soggetta ad un’aliquota del 20 per cento, fatta eccezione per titoli o strumenti finanziari emessi dallo Stato, da enti o altre amministrazioni pubbliche di uno Stato appartenente all’Unione europea. Qui aumentano a 500 la dotazione del 5 per mille, ma a fronte di un aumento della tassazione delle rendite finanziarie. IMPAVIDI ! 1. 142. Bobba, Miotto, Bossa, Bucchino, D’Incecco, Grassi, Murer, Sbrollini, Pedoto, Livia Turco, Lenzi, Argentin, Farina Coscioni, Sarubbi. “Al comma 40, elenco 1, voce: Proroga della liquidazione della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai sensi dell’articolo 63-bis, commi da 1 a 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sostituire l’importo: 100 con il seguente: 400. Conseguentemente, al comma 164, secondo periodo, sostituire le parole: 40 milioni di euro per l’anno 2011 con le seguenti: 340 milioni di euro per l’anno 2011, ad eccezione di quelle relative al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero della salute e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”. Qui tagliano i fondi ai Ministeri (ad eccezione di quelli più “sociali”) per darli al 5 per mille. ARDITI ! Certo è, che se dobbiamo sperare in questi rappresentanti del popolo … (Carlo Mazzini, esperto di legislazione degli enti non profit e fiscalità)
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