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5 per mille 2011: un risultato parzialmente positivo.

L'analisi di Carlo Giacobini sul reintegro della copertura alla norma presente nel Milleproroghe.

23/12/2010
“Non c’è il testo definitivo ma sarebbe un gravissimo errore se, come appare, dei 400 milioni destinati al 5 per mille dal decreto, un quarto, pari a 100 milioni, fossero vincolati alla ricerca scientifica e assistenza per la Sclerosi amiotrofica (Sla)”. Lo afferma Marco Granelli, presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato che aggiunge: “Questo strumento di sussidiarietà fiscale verrebbe snaturato perché la libera scelta del cittadino di destinare il 5 per mille delle proprie tasse ad un ente non profit varrebbe solo per 300 milioni perché gli altri 100 andrebbero a costituire un fondo dello Stato per finanziare un’attività meritoria e necessaria. Del resto nella Legge di stabilità questo fondo era già previsto. Auspichiamo quindi che nel testo definitivo ci sia, come promesso, un reintegro del 5 per mille a 400 milioni tutti per la libera scelta del cittadino. In caso contrario il 5 per mille sarebbe ridotto a 300 milioni”. 5 PER MILLE. Tremonti: un genio... del male di Carlo Giacobini (Vita on line) L'analisi di Carlo Giacobini sul reintegro della copertura alla norma presente nel Milleproroghe. Tremonti è incontestabilmente un genio. La Legge di stabilità ha stretto i cordoni della borsa ai finanziamenti al non profit e questo ha provocato reazioni estremamente accese presso i diretti interessati. È il meccanismo 5 per mille ad essere ristretto. La Legge 296/2006 (art. 1, comma 1234) ha previsto la possibilità per il contribuente di versare il 5 per mille dell’imposta dovuta all’erario a sostegno di alcune associazioni no profit, ma anche di enti della ricerca scientifica e dell’università e di enti della ricerca sanitaria. Fino allo scorso anno l’accantonamento era di 400 milioni. La Legge di Stabilità 2011 lo restringe a 100 milioni. La protesta è stata talmente dura e diffusa da spingere Tremonti a impegnarsi ad un successivo reintegro dello stanziamento. Il destro lo trova nell’ormai consueto Decreto Milleproroghe di fine anno, un “simpatico” provvedimento in cui si infila solitamente un po’ di tutto, anche disposizioni che nel corso dell’anno erano sfuggite o che sono politicamente opportune. Il Decreto (legge) viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale, diviene immediatamente vigente salvo poi essere modificato, in sede di conversione, dal Parlamento. Singolare procedimento legislativo... ma tant’è. Nel caso del 5 per mille, il Ministro riesce a trovare i fondi che non c’erano fino a 15 giorni prima e può dichiarare alla stampa che l’accantonamento torna ad essere quello del 2010: 400 milioni, raccogliendo momentanei applausi. Sì, perché Tremonti precisa anche che 100 milioni sono destinati ad “interventi in tema di sclerosi amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati ai sensi dell’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”. Mancando un testo formale del Milleproroghe, oltre che una lettura attenta dei precedenti normativi, si scatena una bagarre in cui l’attenzione è attratta prevalentemente dal fatto che mancano 100 milioni all’appello del 5 per mille. In effetti lo stanziamento sarebbe solo di 300 milioni, inferiore quindi al 2010. In realtà non è questo il vero problema perché le ipotesi possono essere anche altre. Altre e più inquietanti. Facciamo un passo indietro. Nemmeno troppo indietro: torniamo alla Legge 13 dicembre 2010, n. 220, la Legge di stabilità. L’elenco 1 – allegato alla norma – indica la suddivisione per finalità di un “fondo” pari a 874 milioni. Ci sono due finalità che qui ci interessano. a) 5 per mille: destinazione 100 milioni. b) Interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati, ai sensi dell’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296: destinazione 100 milioni. Ricordiamoci dell’elenco 1 ché poi ci torniamo, perché lì c’è il vero risvolto nascosto. Dunque, evidente conseguenza, se oggi Tremonti afferma che ci sono 400 milioni (meno 100) significa che ha miracolosamente ramazzato 200 milioni da qualche altra parte. E in effetti è così. Ha tagliato 45 milioni destinati alle emittenti locali, ha ridotto di 50 milioni i fondi per l’editoria e ha recuperato altri 105 milioni con rimodulazioni di spesa e fondi assegnati ma non spesi. Totale: 200 milioni. 200 milioni ora + 100 milioni dalla Legge di stabilità = 300 milioni per il 5 per mille. Mancano comunque 100 pali. Eppure il Milleproroghe dice nella bozzaccia informale che circola – che “Le risorse complessive destinate alla liquidazione della quota del 5 per mille nell’anno 2011 sono quantificate nell’importo di euro 400.000.000”. Ma precisa che “a valere su tale importo, una quota pari a 100 milioni di euro è destinata ad interventi in tema di sclerosi amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati ai sensi dell’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”, quelli appunto che erano già espressamente previsti nella Legge di Stabilità. La più immediata e semplice considerazione è che Tremonti stia facendo il furbo, che ce la stia raccontando, che stia facendo il gioco delle tre carte, che voglia far luccicare ciò che oro non è. Mi sembra una spiegazione troppo semplice, perché sarebbe un comportamento immediatamente smascherato. La Legge di Stabilità è troppo fresca, i numeri sono numeri, e soprattutto il Milleproroghe (nello straccio di testo disponibile) lo ammette con trasparenza: “dai 400 milioni per il 5 per mille prendiamo i 100 milioni per la SLA”. Tremonti ha altri difetti, ma non è uno stupido. Torniamo all’elenco 1 della Legge di Stabilità, quello che prevede le finalità di suddivisione del “fondo” di 874 milioni. Quell’elenco è previsto dal comma 40 dell’articolo 1. Quel comma prevede che “Una quota delle risorse (...) pari a 874 milioni di euro per l’anno 2011, è ripartita, con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, tra le finalità indicate nell’elenco 1 allegato alla presente legge”. Il che significa che l’assegnazione effettiva avverrà con decreti e non con leggi o decreti legge poi convertiti dal Parlamento. Perché allora ci ritroviamo l’assegnazione dello stanziamento per la SLA dentro un decreto legge? Non ha senso. Non serve. È già scritto tutto – per la SLA almeno – dentro la Legge di Stabilità. Perché si collega il finanziamento alla SLA al 5 per mille? Le spiegazioni possono essere due. Una banale: si fonde – a fini mediatici – il pastone dei 400 milioni mettendo assieme tutto, sperando di non essere contestati. L’altra è una spiegazione di cassa. Se si applica quanto previsto dalla Legge di Stabilità, i 100 milioni per la sclerosi laterale amiotrofica sono immediatamente disponibili, ovviamente dopo lo specifico decreto. Se si applica quanto (sarebbe) previsto dal Milleproroghe, i 100 milioni sono disponibili con i tempi dell’assegnazione del 5 per mille, quindi alla fine del 2012, cioè dopo il drenaggio IRPEF 2011. Di fatto Tremonti per la cassa ha recuperato i 200 milioni (tagli e rimodulazioni) di cui abbiamo parlato sopra più i 100 milioni per la SLA. Fanno 300 milioni che rimangono in cassa “corrente”. Nel frattempo ha fatto bella figura e se dovessero servire altri 100 milioni state certi che li recupera.
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