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8 Marzo: giornata del rene.

Reni a rischio per 13 milioni di italiani, test gratis per prevenire.

15/02/2012
Sono 5 milioni gli italiani con i reni “in default”, che a causa di una ridotta funzionalità dell’organo-filtro rischiano complicanze cardiovascolari, dialisi e trapianto. Ma sono più del doppio, circa 13 milioni, i connazionali che soffrono di malattie renali a vari livelli di gravità. Numeri in progressivo aumento, parallelamente all’invecchiamento della popolazione e alla diffusione di condizioni a rischio come diabete, obesità e ipertensione. Per rallentare, arrestare o addirittura invertire la marcia verso l’insufficienza renale cronica, emergenza sanitaria che costa 2 miliardi di euro l’anno, la parola d’ordine è giocare d’anticipo. E l’8 marzo è la giornata dedicata quest’anno alla prevenzione. Basta sottoporsi regolarmente a esami molto semplici ed economici come i test delle urine e dei livelli di creatinina nel sangue. Analisi ben note agli atleti che i nefrologi propongono come esempio di prevenzione: una sorta di “check-up dei campioni”, da imitare per salvarsi i reni. L’alleanza con il mondo dello sport è uno degli ingredienti della Giornata mondiale del rene, che si celebra giovedì 8 marzo e in Italia è promossa dalla Sin (Società italiana di nefrologia) e dalla Fir (Fondazione italiana rene), in collaborazione con Croce Rossa Italiana e Società internazionale di nefrologia, sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del ministero della Salute. Per l’occasione, sono in programma visite gratuite in 215 centri di nefrologia in tutto il Paese; test della pressione e delle urine offerti su camper-ambulatori e nelle piazze di 36 città in 15 regioni, e visite in 35 scuole di 24 città (informazioni su www.sin-italy.org e www.fondazioneitalianadelrene.org ). Per veicolare il messaggio i medici hanno arruolato anche i nuovi media, con uno spot video su Youtube e una fan page su Facebook. Domenica 4 marzo inoltre, grazie a un’alleanza con la Lega calcio, in tutti i campi di serie A verrà esposto lo striscione della Giornata del rene. Infine, il volto dell’edizione 2012 sarà la pluricampionessa mondiale di canoa Josefa Idem, che la prossima estate parteciperà a Londra alla sua ottava Olimpiade consecutiva. «Un risultato frutto di duri allenamenti - commenta Rosanna Coppo, presidente Sin - di uno stile di vita corretto, ma anche di controlli medici periodici: proprio quelli cui dovrebbero sottoporsi tutti per prevenire la malattia renale». La malattia renale, ricordano gli esperti, è particolarmente insidiosa perché non dà sintomi. È silenziosa, ma avanza inesorabile. E quando si manifesta, la perdita di funzionalità d’organo è ormai del 90% e diventa necessaria la dialisi. È urgente correre ai ripari, incalzano i nefrologi. Dal 2000 a oggi, infatti, gli italiani che hanno subito un trapianto di rene sono passati da 9.500 a 17 mila (+78,9%), e i dializzati da 37 mila a 45 mila (+22%). «Il numero di italiani in dialisi cresce al ritmo di 9 mila nuovi casi all’anno», segnala Coppo, direttrice di Nefrologia, dialisi e trapianto pediatrico all’ospedale Regina Margherita di Torino. E il problema, oltre che medico, è anche sociale ed economico, considerando che «un paziente dializzato costa complessivamente circa 50 mila euro all’anno. In totale, la spesa annuale per tutti i dializzati italiani ammonta alla cifra enorme di 2 miliardi di euro», continua la presidente della Sin. Eppure, «basterebbe trattare in modo intensivo anche solo il 10% delle persone con riduzione moderata della funzionalità renale (funzionalità residua al 60%), ritardando di 5 anni la loro progressione verso un anno d’organo significativo, per risparmiare 2 miliardi di euro: tanti da pagare un anno di sedute ai dializzati di oggi». Da qui il ruolo chiave della prevenzione. «Il 60% delle cause di ingresso in dialisi può essere affrontato e gestito», evidenzia infatti Diego Brancaccio, presidente Fir. Basti pensare che il 72% dei dializzati nel mondo sono pazienti diabetici o ipertesi.
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