indietro

A Pisa trapianto di rene mini-invasivo con robot.

É il primo in Europa.

20/07/2010
É stato eseguito a Pisa lo scorso 3 luglio, per la prima volta in Europa e per la prima volta al di fuori degli U.S.A., un trapianto di rene con tecnica mini-invasiva all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. L'intervento, fino ad oggi eseguito nel mondo solo in due centri negli U.S.A. (al Saint Barnaba Medical Center, New Jersey, e alla University of Illinois at Chicago, Chicago) è stato possibile grazie ad una consolidata esperienza in chirurgia mini-invasiva avanzata ed alla disponibilità del robot chirurgico “Da Vinci SHDi”. Si tratta di un sistema robotico di ultima generazione che consente di eseguire operazioni complesse attraverso piccoli fori (gli stessi che consentono, per operazioni più semplici, l'applicazione della tecnica laparoscopica o toracoscopica tradizionale). Il trapianto di rene, come ha spiegato Ugo Boggi, direttore della “Chirurgia Generale e dei Trapianti” dell’Azienza Ospedaliera Universitaria Pisana, è stato infatti eseguito attraverso 3 millimetriche incisioni, che hanno consentito di introdurre gli strumenti robotici, a cui si è aggiunta una piccola incisione di circa 5 cm sopra il pube (nella stessa posizione dell'incisione di un taglio cesareo) attraverso la quale e' stato introdotto il rene. Il rene è stato donato da una madre di 56 anni alla figlia di 37 anni, affetta da insufficienza renale cronica che rendeva necessaria l'esecuzione di dialisi tre volte alla settimana. Il trapianto è perfettamente riuscito. Il rene ha ripreso a funzionare istantaneamente rendendo, da subito, la paziente libera dalla dialisi. Il decorso post-operatorio è stato sorprendentemente rapido, essendo stato praticamente privo di dolore. il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa nel commentare la notizia ha dichiarato: “Il primo trapianto di rene eseguito oggi con il robot «Da Vinci» è un'ottima notizia per vari motivi. Da un punto di vista clinico permette di intervenire in casi particolari che costringerebbero, altrimenti, il paziente a un maggiore stress operatorio e post operatorio. Da un punto di vista tecnologico è certamente un avanzamento molto importante che si va ad aggiungere alle tecniche di trapianto tradizionali”. Un intervento che apre la strada “a un nuovo modo di affrontare e proporre, ai pazienti e ai loro congiunti, il trapianto da vivente, soprattutto in una fase in cui il sistema trapianti sta cercando di promuovere e far conoscere questa opportunità. - conclude Nanni Costa - Mi auguro che tecniche a bassa invasività, come quella utilizzata oggi, si diffondano sempre di più anche per facilitare l'incremento del numero delle donazioni e dei trapianti”.
torna su