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ADDIO A DEBAKEY: PIONIERE DEI TRAPIANTI

Il cardiochirurgo più famoso del Novecento deceduto nei giorni scorsi.

15/07/2008
Inventò il bypass, pioniere dei trapianti. Figlio di immigrati curò Kennedy, Johnson, Eltsin, lo Scià di Persia. A soli 23 anni costruì la «roller pump» innovazione assoluta Inventò lo strumento che rese possibili le operazioni a cuore aperto, intuì il legame fra il fumo e il tumore ai polmoni, fu il pioniere dei bypass come del cuore artificiale e nel carnet dei pazienti ebbe i presidenti Kennedy, Johnson, Nixon e il russo Eltsin, senza contare che grazie a lui abbiamo le telecamere in sala operatoria e gli ospedali «Mash» per le truppe. Imprese scientifiche e non fanno di Michael DeBakey il «dottore più importante del ‘900», come lo hanno celebrato i media Usa nel giorno della morte a Houston, in Texas, all’età di 99 anni. Quando nacque nel 1908 a Lake Charles, in Louisiana, da genitori immigrati dal Libano, aveva per nome Michel Dabaghi che cambiò da adolescente in Michael DeBakey, lanciandosi da subito con passione alla conquista delle frontiere della medicina. La prima invenzione, che lo trasformò in studente-prodigio, risale al 1932, quando alla scuola di Medicina della Tulane University progettò la «roller pump», la particolare pompa che 20 anni più tardi avrebbe portato alla macchina capace di svolgere le funzioni di cuore e polmone durante l’intervento chirurgico a cuore aperto. Nel 1939 il suo professore e mentore, Alton Ochsner, condivise con l’allievo l’intuizione che il carcinoma al polmone fosse legato al fumo, ma fu solo l’inizio di una serie di innovazioni che portarono DeBakey a creare oltre 70 strumenti chirurgici, trasformandosi nel pioniere dei bypass coronarici e del cuore artificiale. «Era sempre un passo avanti nella professione» ha detto di lui George Noon, collega al Baylor College di medicina. Epocali i duelli con i rivali. Nel 1969 Denton Cooley lo bruciò sul tempo con il primo impianto di cuore artificiale nel paziente Haskell Karp, 47 anni, che andò avanti per cinque giorni, fu sottoposto a trapianto e morì 36 ore dopo. I rimproveri di DeBakey furono tali da obbligare Cooley a lasciare Baylor creando il concorrente «Texas Heart Institute». Iniziò una sfida terminata solo con la riconciliazione del 2007. L’unico vero rivale che DeBakey riconobbe come tale fu il sudafricano Christiaan Bernard che nel 1967 riuscì nel trapianto di cuore, mentre in America i test erano negativi. DeBakey ha rivoluzionato la chirurgia del cuore non solo per gli aspetti scientifici. Durante la Seconda Guerra Mondiale era sul fronte europeo come consulente del generale responsabile degli ospedali da campo e gli suggerì la creazione dei «Mobile Army Surgical Hospitals», le unità mobili «Mash» che avrebbero consentito di salvare migliaia di vite nei conflitti di Corea e Vietnam, inspirando un popolare serial tv. Negli Anni 60 invece fu il primo a volere una telecamera in sala operazioni: la posizionò con le sue mani a poco più di un metro dal tavolo creando un sistema di osservazione e apprendimento dalle innumerevoli applicazioni. Capacità mediche, forza fisica e passione per le novità gli hanno consentito di redigere almeno mille studi scientifici e praticare oltre 60 mila interventi di cuore in 70 anni di carriera, con pazienti che andarono dai contadini del Terzo Mondo a leader come i presidenti Usa Kennedy, Johnson e Nixon, re Hussein di Giordania, lo Shah di Persia e il Duca di Windsor. Nel 1996 il malridotto presidente russo Boris Eltsin volle farsi vedere proprio da lui. Nel 2006, a 97 anni, ebbe un serio problema all’aorta ma non voleva farsi operare. La seconda moglie lo obbligò all’intervento e si salvò grazie ad una tecnica da lui stesso inventata. «E’ stato un miracolo», fu il suo commento. La morte al Methodist Hospital di Houston è avvenuta per cause naturali, quando il cuore del pioniere ha cessato di battere. (vipass)
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