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Altruismo e ricompensa nella donazione da cadavere, uno sguardo etico.

Da Trapianti.net

02/04/2015
Le azioni che ci portano ad aiutare gli altri hanno sempre complesse motivazioni di fondo. Sulla base di questa considerazioni, si è sostenuto che l’utilizzo di un compenso finanziario per incentivare la donazione degli organi sia compatibile con la “promozione” dell’altruismo (Childress J.F. The Failure to Give: Reducing Barriers to Organ Donation. Kennedy Inst Ethic J 2001). Nella sua relazione annuale il Nuffield Council on Bioethics utilizza questo argomento per giustificare la sua proposta di istituire un regime di pagamento delle spese funebri per coloro che si iscrivono nel registro per la donazione altruistica da cadavere (Human Bodies: Donation for Medicine and Research. Nuffield Council on Bioethics. London 2011). Con questo articolo l’autore esprime il suo scetticismo sulla tesi del Nuffield Council on Bioethics. In particolare sottolinea che, nella misura in cui il sistema produce una aspettativa di ricompensa, va nella direzione diametralmente opposta al concetto di altruismo. Nelle sue argomentazioni l’obiettivo specifico è quello di sostenere che, nella donazione, qualsiasi forma di ricompensa o incentivo economico è incompatibile con la motivazione altruistica del dono. Egli afferma: “si definisce un’azione altruistica quella che è principalmente motivata dalla preoccupazione per il benessere del destinatario, piuttosto che dal benessere della persona che effettua l’azione”. Ma l’obiettivo più ampio è quello di dimostrare che se si utilizza una ricompensa finanziaria per incentivare la donazione di organi, allora bisogna riconoscere che il sistema non si propone di promuovere l’altruismo bensì l’interesse. In particolare, illustra come questo sistema può richiedere diverse motivazioni miste che non soddisfano la definizione di rapporto di altruismo. L’articolo, ricco di citazioni bibliografiche tra cui il modello di Titmuss, che ha applicato l’idea di altruismo a difesa della donazione di sangue (Titmuss R. The Gift Relationship: From Human Blood to Social Policy. London 1970), offre uno spaccato di come vengano affrontati e valutati a livello morale alcuni processi medici (in questo caso le forme di ricompensa nella donazione di organi) e quindi le interazione dell’etica con la scienza o più semplicemente della “Bioetica”. In un continuo raffronto tra le diverse posizioni che si sono interessate all’argomento, l’autore riesce a sviscerare il tema della ricompensa nella concezione altruistica del dono, in maniera schietta, precisa e diretta arrivando persino a ipotizzare che un premio al gesto della donazione, pur rimanendo un atto incompatibile con l’altruismo, potrebbe essere considerato etico in un contesto di persistente carenza di organi. Lo stesso Titmuss, riconosce che la donazione non accompagnata da intento altruistico, di per sé, non è necessariamente immorale soprattutto quando è animata da un approccio solidale alle cure sanitarie (Strathern M, et al. Primary moral value of promoting altruism in bodily material donation is debatable. Protection of human freedom is one interpretation. The Nuffield Council Report. Clin Ethics 2011). Tant’è che nella relazione del Nuffield Council on Bioethics non solo si sostiene la proposta di istituire un regime di pagamento delle spese funebri per le donazioni altruistiche da cadavere, ma si descrive anche in modo preciso come questo sistema dovrebbe funzionare. Per esempio ci sono riferimenti su quali spese dovrebbero essere coperte se gli organi della persona che ha donato dovessero rivelarsi non idonei al trapianto, tanto per citare una situazione possibile. Su tale aspetto c’è maggior disagio da parte dell’autore, il quale sostiene che prevedere una ricompensa subordinata agli organi prelevati e utilizzati rende la ricompensa stessa equivalente a una vendita/acquisto, quindi al commercio e il mercimonio degli organi ha, nell’opinione pubblica, effetti esattamente contrari allo sviluppo delle donazioni. Tuttavia, non è la prima volta che vengono proposte forme di ricompensa per incentivare la donazione degli organi e, in alcuni casi, sono state considerate anche eticamente accettabili (Clark SP. Financial Incentives for Cadaveric Organ Donation: an Ethical Analysis. Law Healthc Ethics 2006). Il tutto induce il lettore a soffermarsi su concetti come la responsabilità sociale, l’identificazione di sé e degli altri, l’altruismo motivazionale, il senso morale e a interrogarsi sull’accettabilità etica di ricompense finanziarie. L’articolo si conclude con l’osservazione che si devono riconoscere i limiti del concetto di altruismo per affrontare la persistente carenza di organi. Ma in quale altro modo l’altruismo può essere inteso? Kekes scrive: “Si può sostenere che l’altruismo debba essere uno degli ideali accettati da qualsiasi sistema basato sulla moralità. Tale interpretazione non induce a ritenere che l’azione non abbia un valore morale se non è altruistica, piuttosto, sostiene la tesi che uno dei motivi da cui dipende il valore morale di essa è l’altruismo (Kekes J. Morality and Altruism. J Value Inquiry 1981). L’eventuale sostegno, anche pubblico, a una forma di ricompensa per la donazione altruistica non equivale alla sua accettabilità. Su questo concetto si è espresso anche il comitato etico istituito dall’American Society of Transplant Surgeons (ASTS), il quale, pur ritenendo il pagamento delle spese funerarie un contributo ragionevole, ha specificato chiaramente che qualsiasi ricompensa sulla donazione di organi, per essere eticamente accettabile deve preservare la volontarietà, il rispetto del corpo umano, onorare il defunto e trasmettere gratitudine; il tutto mantenendo l’attuale percezione pubblica della donazione di organi come dono gratuito, senza sovvertire o diminuire il concetto di altruismo portando alla giustificazione della vendita di organi (Arnold R, Delmonico FL, et al. Financial incentives for cadaver organ donation: an ethical reappraisal. Transplantation. 2002). Dunque, la necessità di salvare o migliorare la vita di coloro che sono in attesa di un trapianto richiede modi più efficaci della ricompensa economica per aumentare i tassi di donazione. Bibliografia Voo TC. Altruism and reward: motivational compatibility in deceased organ donation. Bioethics. 2015; 29 (3): 190-202.
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