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Attività fisica e trapianto.

Presentato il progetto “Nove colli life”.

18/05/2012
L'attività fisica migliora la qualità della vita del trapiantato. Se “prescritta” da medici specialisti e somministrata da personale specializzato aiuta l’out-come del trapiantato. Questo emerge dai dati preliminari del Protocollo di Ricerca «Trapianto… e adesso sport» che sono stati presentati il 17 maggio alla Conferenza stampa che si è tenuta alle ore 11.30 presso la Terrazza del Grand Hotel di Cesenatico. A presentare i dati il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa, insieme ad Alfredo Martini, ex ct Nazionale Ciclismo, Alessandro Spada, presidente Gruppo Ciclistico Fausto Coppi, Pierluigi Macini, responsabile delle politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, l’assessore allo sport del Comune di Cesenatico, Vittorio Savini, ed il dottor Patrizio Sarto, rappresentante della medicina dello sport. Il Protocollo di «Ricerca Trapianto… e adesso sport», promosso dal Centro Nazionale Trapianti in collaborazione con l’Università di Bologna, il Centro Studi Isokinetic e le Regioni Emilia Romagna e Veneto, è il primo studio prospettico al mondo che prevede, in una prima fase, la selezione e l’identificazione di trapiantati di organo solido in grado di partecipare ad programma di attività fisica. In una seconda fase dello studio i trapiantati saranno sottoposti ad un trattamento non farmacologico che prevede la “somministrazione” di attività fisica. L’originalità di questo progetto consiste nell’affiancare l’esercizio fisico, il “nuovo farmaco” a “basso costo”, alla consueta terapia farmacologica a cui si sottopongono i soggetti trapiantati. Studi precedenti, svolti dallo stesso gruppo di ricercatori, hanno dimostrato che l’attività fisica ha un effetto sulla riduzione dei principali fattori di rischio come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e degli effetti aterogeni dei farmaci immunosoppressori cortisonici. “Condivido innanzitutto il concetto che lo sport può essere considerato un “farmaco” in grado di migliorare la qualità di vita del trapiantato e sono fermamente convinto che l’attività fisica, in tutti i soggetti, possa aiutare a vivere meglio”, ha dichiarato Piero Gnudi Ministro degli Affari regionali, dello Sport e del Turismo, in un suo messaggio di saluto. “È lodevole l’impegno del Centro Nazionale Trapianti e di quanti hanno contribuito alla realizzazione dello studio scientifico che rappresenta un buon esempio di come promuovere la cultura dello sport, dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia”, ha concluso il Ministro. “Anche in sede di Commissione è stato segnalato che da studi condotti in tale direzione, l’attività fisica può limitare l’uso di farmaci in soggetti trapiantati, diabetici e cardiopatici. Pertanto ritengo che tutte le iniziative che possano contribuire a promuovere l’importanza della pratica sportiva per la tutela della salute, soprattutto come in questo caso, di progetti volti a sostenere la ricerca sui benefici dell’attività fisica per i trapiantati, siano di fondamentale efficacia”, ha dichiarato Massimo Casciello, Direttore generale della Direzione ricerca sanitaria e biomedica e della vigilanza sugli enti del Ministero della Salute, nel suo saluto inviato in occasione della conferenza stampa. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ha presentato i dati preliminari del Protocollo di Ricerca in occasione della Conferenza. “I dati preliminari, riferiti al 21% dei pazienti (tutti trapiantati di rene) che hanno concluso i primi sei mesi di sperimentazione, sono estremamente incoraggianti”, ha esordito Nanni Costa. Il protocollo di ricerca è iniziato nel gennaio del 2011 nelle Regioni Emilia Romagna e Veneto. Nel corso del primo anno sono stati arruolati in totale 60 pazienti di cui 38 hanno frequentato regolarmente le palestre selezionate e sono stati seguiti da medici dello sport e laureati in scienze motorie opportunamente formati. L’età media dei partecipanti allo studio è di 48±12 anni. “Il grasso corporeo, misurato attraverso la plicometria, consente di definire la topografia del grasso sottocutaneo e nei primi sei mesi di attività fisica se ne è registrata una riduzione del 4% nei soggetti valutati”, ha affermato il direttore del CNT. “Il livello di forza generale dell’individuo aumenta (misurata con il test di handgrip); in particolare dopo 6 mesi di attività fisica si è registrato l’aumento della forza massima del muscolo flessore del gomito (bicipite) del 9% nell’arto destro e del 10% nell’arto sinistro; l’aumento della forza massima del muscolo estensore del gomito (tricipite) del 8% nell’arto destro e del 20% nell’arto sinistro; l’aumento della forza massima dei muscoli abduttori delle spalle (deltoidi) del 23%”, ha continuato Nanni Costa. “I dati confermano anche un aumento della potenza degli arti inferiori, valutata attraverso il test di Bosco. In particolare si è registrato l’aumento della forza massima del muscolo estensore del ginocchio (quadricipite) del 21% nell’arto destro e del 28% nell’arto sinistro; l’aumento della forza massima del muscolo flessore del ginocchio (tricipite surale) del 48% nell’arto destro e del 44% nell’arto sinistro”, ha sottolineato Nanni Costa. “Dopo 6 mesi di attività fisica anche i test da sforzo cardiopolmonare a carichi crescenti hanno dato dei risultati positivi. In particolare hanno evidenziato l’aumento del carico di lavoro massimo del 23%; l’aumento del massimo consumo di ossigeno del 14%; l’aumento del carico alla soglia aerobica del 14%”, ha dichiarato Nanni Costa. “Questi risultati preliminari confermano, dati alla mano, la nostra ipotesi di ricerca: somministrare l’attività fisica ai trapiantati ne migliora i parametri fisiologici riducendo i principali fattori di rischio come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e gli effetti aterogeni dei farmaci immunosoppressori cortisonici. È ferma intenzione del CNT e di tutti i partner di progetto estendere il protocollo di ricerca a tutte le regioni italiane: avere una coorte rappresentativa di trapiantati a cui è stata somministrata attività fisica darà ancora maggiore significatività ai risultati ottenuti”, ha concluso Alessando Nanni Costa. Il dati preliminari sono stati presentati a Cesenatico nei giorni immediatamente precedenti alla Nove Colli, la maratona ciclistica che vede coinvolta tutta la cittadinanza e numerosi ciclisti e a cui parteciperà anche un gruppo di 14 trapiantati che sono stati arruolati nel Protocollo di Ricerca. Nel parterre anche Alfredo Martini, “senatore” del ciclismo ed ex ct della Nazionale, il quale ha sottolineato la valenza di questi studi, orientati sempre più verso il miglioramento della vita prima di tutto dell’uomo e poi dello sportivo. “Il ciclismo fa bene, e lo sport in genere, se ben praticato e con la preparazione giusta, seguita da personale qualificato, può essere la medicina migliore per le persone che hanno subito interventi. Ammiro chi pone in essere questo tipo di progetti, perché esalta lo sport stesso e da a chi è stato malato una risorsa in più”. In occasione della Maratona ciclistica i trapiantati gareggeranno con i ciclisti non solo in termini agonistici: grazie al progetto Nove Colli Life alcuni partecipanti alla Nove Colli potranno sottoporsi, insieme ai trapiantati, a nuovi e specifici test fisici volti a valutare il loro stato di salute. Nove colli life è un progetto promosso dal Gruppo Ciclistico Fausto Coppi, società organizzatrice della Granfondo di Cesenatico, insieme al Centro Nazionale Trapianti e al Centro Studi Isokinetic. Da sabato 19 a lunedì 21 maggio, un’equipe specializzata costituita da medici ed infermieri qualificati effettuerà prelievi di sangue e delle urine al fine di valutare lo stato di salute degli atleti e confrontare le risposte fisiologiche tra ciclisti sani e ciclisti che hanno subito un trapianto. “Ci sentiamo orgogliosi di ospitare una rappresentanza della squadra dei trapiantati alla nostra granfondo – ha sottolineato Alessandro Spada, presidente del G.C. Fausto Coppi – perché sono un esempio di come lo sport sia in grado di restituire serenità e sottolineano la passione che li porta a superare tutti i limiti. La pratica sportiva rende sani e sposiamo con questo spirito il progetto Nove Colli Life, dando al Centro Nazionale Trapianti il massimo supporto possibile in questo studio”. Nel corso della Conferenza Stampa, è stato anche presentato “Sport e Trapianti… un’intesa perfetta”, il Protocollo d’Intesa siglato tra il Centro Nazionale Trapianti e Five Stars League, un consorzio che regola la disciplina e lo svolgimento di eventi di ciclismo amatoriale. L’obiettivo della collaborazione tra il CNT e la FSL è duplice: accrescere la cultura della donazione attraverso la partecipazione di pazienti trapiantati d'organo alle granfondo ciclistiche e incentivare la pratica sportiva tra i trapiantati.
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