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AUMENTO DELLE DONAZIONI NEI PRIMI TRE MESI DEL 2002

Per molti anni l'Italia ha occupato le ultime posizioni in Europa. I dati del primo trimestre - 18,8 donatori per milione di popolazione - la collocano al 5° posto, dopo la Spagna (33,6), l'Austria (23,3), il Belgio (21,6) e il Portogallo (19,4).

10/04/2002
Nei primi tre mesi dell'anno in corso, secondo le proiezioni al 31 marzo, l'Italia è balzata al 5° posto in Europa per numero di donazioni. Da 17,1 donatori per milione di popolazione del 2001, si è passati a 18,8. Come si ricorderà in Europa, l'Italia è stato il paese che nel 2001 ha registrato il più alto tasso di crescita, + 12,3% rispetto all'anno precedente. Il dottor Alessandro Nanni Costa, Direttore del centro nazionale trapianti, commentando questi dati ha affermato "che è un primo importante risultato (per molti anni l'Italia occupava le ultime posizioni), a cui si affianca quello della qualità dei trapianti, che grazie alle capacità delle nostre scuole chirurgiche, è superiore agli standard europei". Purtroppo rimane ancora elevata la differenza tra il numero di pazienti in attesa di trapianto e trapianti effettuati. Al 31 dicembre 2001 i pazienti in lista di attesa erano 9.971 (7.597 di rene, 1.362 di fegato, 770 di cuore e 242 di polmone). Inoltre permangono ancora degli squilibri dell'attività tra Nord, Centro e Sud, nonostante una certa crescita delle donazioni nel Centro-Sud. Comunque quello dei trapianti in Italia è ormai un sistema in crescita e a questo proposito il dottor Nanni Costa ha sottolineato che "sarà importante mantenere questo trend nel futuro a partire da scelte concrete: una azione tesa a migliorare le condizioni organizzative del sistema sanitario, supportata da una sempre maggiore fiducia degli operatori e dell'opinione pubblica, una sempre maggiore trasparenza del sistema trapianti e la cura particolare dell'informazione ai cittadini". (vipas)
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