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BANCA DEGLI EPATOCITI UMANI IN ITALIA: PRIMI RISULTATI

La rivista "Trapianti" (n.2, 2003) pubblica i risultati di due anni di esperienza.

12/10/2003
L'esecuzione del trapianto di fegato è limitata dalla cronica carenza di organi, situazione che determina un aumento della mortalità in lista d'attesa. La sperimentazione clinica di metodiche di terapia cellulare che utilizzino cellule epatiche, come il fegato bioartificiale e il trapianto di epatociti, potrebbe supportare il trapianto d'organo tradizionale e permettere il trattamento di un numero maggiore di pazienti. Lo sviluppo di un metodo standardizzato di isolamento e di criopreservazione di epatociti umani viene visto come la base per l'applicazione su larga scala di tecniche di terapia cellulare epatica. Il lavoro pubblicato dalla rivista Trapianti (n.2,2003), a firma di Annibale Donini, del Dipartimento di Scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche dell'Università di Ferrara e di altri operatori della Clinica chirurgica e Centro trapianti dell'Università di Udine, del NITp dell'Ospedale maggiore di Milano, dell'AIRT Regione Emilia Romagna, del Centro nazionale trapianti, presenta i risultati dell'esperienza di 2 anni nell'isolamento di epatociti umani ottenuti da fegati ritenuti non idonei per trapianti durante il prelievo. Tutti i fegati non idonei al trapianto sono stati considerati per l'isolamento degli epatociti. Un quadro di steatosi macrovescicolare superiore al 50% è stata la causa più frequente di rifiuto dell'organo per trapianto, seguita da una cirrosi misconosciuta non virale. In totale sono stati utilizzati 54 organi L'isolamento di epatociti umani ha prodotto una resa cellulare superiore a 7 milioni di cellule per grammo di fegato digerito, con una vitalità del 73%. L'isolamento di epatociti da fegati steatosici ha prodotto migliori risultati sia in termini di resa sia di vitalità cellulare rispetto ai fegati cirrotici. Gli epatociti isolati e mantenuti in coltura si sono rivelati in grado di sintetizzare l'mRNA di proteine epatico-specifiche come l'albumina e il fattore IX della cascata coagulativa. In conclusione gli autori hanno dimostrato come sia possibile riciclare a livello nazionale la grande maggioranza di fegati giudicati non idonei per trapianto e di utilizzarli per l'isolamento e la crioperservazione di epatociti umani vitali e funzionanti, che possono essere utilizzati per lo sviluppo di metodiche di trapianto e terapia cellulare. La centralizzazione del processo di isolamento e criopreservazione, ottenuta attraverso la creazione di una Banca Nazionale di Epatociti Umani è stata di fondamentale importanza per ottenere questi risultati. (vipas)
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