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BANCHE TESSUTI E CELLULE: NO AL PRIVATO. LO PREVEDE UN DECRETO

“La scelta del pubblico è garanzia di equità, qualità e trasparenza” ha dichiarato la ministra Livia Turco

31/07/2007
Il Consiglio dei Ministri ha varato il 30 luglio scorso un’importante decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea per la definizione di norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani. La Direttiva interessa tutte le strutture dedicate alla raccolta, conservazione e distribuzione di ogni tipo di cellule. Come le cellule staminali emopoietiche  utilizzate nei 4.000 trapianti di midollo osseo che si fanno ogni anno in Italia. O le cellule pancreatiche, che producono insulina per i pazienti diabetici. Più i diversi tipi di tessuti come cornee, tessuto osseo, valvole cardiache, cute, segmenti vascolari. Tutte le cellule sono donate e prelevate da donatori viventi volontari – 100.000 in Italia – o dallo stesso paziente, mentre i tessuti sono donati e prelevati dopo la morte in modo volontario e gratuito, conservati e distribuiti da una rete di banche pubbliche e necessari per curare oltre 10.000 persone all’anno nel nostro Paese. La conservazione del cordone ombelicale si inserisce in questa rete pubblica che è al momento la più efficiente, una delle più sicure e quella con il più alto numero di trapianti eseguiti in Europa. Le linee guida italiane delle ispezioni e dei controlli, del resto, rappresentano in questo ambito un punto di riferimento per i nostri partner europei. “La scelta dell’Italia di valorizzare il pubblico è motivata dal fatto – ha sottolineato il Ministro della Salute Livia Turco – che solo la banca pubblica può assicurare la correttezza nella raccolta e nella assegnazione delle cellule e dei tessuti donati, senza condizionamenti esercitati da capitali privati che in modo evidente o meno evidente possono condizionare la policy della banca. In questo quadro, quindi, abbiamo ribadito i valori etici in gioco – equità, qualità e trasparenza – che possono essere meglio assicurati da un sistema pubblico che escluda qualsiasi forma di profitto diretto o indiretto. La struttura pubblica, inoltre, può garantire sempre una reale informazione sui limiti e sulla possibilità delle cure, anche quando non esistono certezze scientifiche, come nel caso dell’uso autologo del cordone ombelicale. Voglio infine sottolineare – conclude Turco - che in Italia sono già operative 30 banche pubbliche per i tessuti, oltre 100 centri pubblici di conservazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche, 16 banche per il cordone ombelicale e 5 per la conservazione delle beta cellule pancreatiche ed epatociti. Una rete che è nostra intenzione implementare come già annunciato in occasione della presentazione della recente ordinanza sul cordone ombelicale”. vipas
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