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BERGAMO: PRIMO TRAPIANTO MULTIVISCERALE PEDIATRICO

Il trapianto è stato eseguito nella notte tra l'11 e il 12 ottobre agli Ospedali Riuniti di Bergamo

09/11/2006
All'ospedale di Bergamo il chirurgo Michele Colledan con la sua equipe ha eseguito per la prima volta in Italia un trapianto multiviscerale (fegato, intestino, stomaco, pancreas e milza), in un bambino al di sotto di 2 anni. Il bambino, di 17 mesi, 5 Kg di peso, affetto dalla nascita da sindrome da intestino corto, una malformazione congenita in cui gran parte dell'intestino è mancante e con grave insufficienza epatica irreversibile, è stato trapiantato di fegato, intestino, stomaco, pancreas e milza a Bergamo, agli Ospedali Riuniti, grazie al gesto di generosità di due genitori campani. Il trapianto multiviscerale, che rappresenta il primo intervento di questo tipo in Italia in un bambino così piccolo, è stato eseguito nella notte tra l'11 e il 12 ottobre dall'èquipe del dott. Michele Colledan Direttore dell'Unità di Chirurgia 3a e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti di Bergamo. "E' stato un intervento complesso - ha reso noto il chirurgo Michele Colledan - sin dal momento del prelievo, estremamente delicato, effettuato grazie ad un donatore neonato di un ospedale campano che ha dimostrato grandissime capacità di gestione, organizzazione e collaborazione con la nostra èquipe che ha prelevato gli organi (i dottori Gregorio Maldini, Michela Guizzetti e Marco Zambelli). L'intervento di trapianto, durato poco più di sei ore, dal punto di vista tecnico è perfettamente riuscito. In sala operatoria tutti hanno fatto un eccellente lavoro, chirurghi, anestesisti ed infermieri, come sempre straordinari. Nonostante fosse il primo intervento di questo tipo, tutti sapevano esattamente cosa fare, come e quando, a conferma del grande livello di competenza raggiunto da tutte le figure professionali e soprattutto della grande capacità di integrarsi e fare squadra". Intorno al tavolo operatorio, ad affiancare il dott. Colledan la notte dell'11 ottobre c'erano gli anestesisti, diretti dal dott. Valter Sonzogni, il personale infermieristico e i chirurghi Alessandro Lucianetti e Gregorio Maldini. In particolare quest'ultimo, forte di un'esperienza specifica pluriennale come membro dello staff del centro di Miami, il più importante al mondo per questo tipo di interventi, ha fornito un contributo fondamentale. All'intervento ha partecipato anche, per tutta la sua durata il Prof. Giorgio Rossi, dell'Università Statale di Milano che dirige, presso l'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l'unico centro nell'area Nord Italia Transplant, autorizzato dal Ministero a questo tipo di interventi. A ricevere gli organi è stato un bambino privo della quasi totalità dell'intestino tenue a seguito di ripetuti interventi chirurgici in epoca neonatale a causa di una condizione malformativa. Il bambino era costretto ad essere nutrito esclusivamente per via venosa ed a causa di ciò aveva sviluppato gravi complicanze non compatibili con la sua sopravvivenza: una cirrosi epatica e la progressiva trombosi delle vene d'accesso per la nutrizione. "Grazie ai genitori che hanno deciso con grande generosità di donare gli organi del loro bambino - hanno detto papà e mamma del piccolo ricoverato in ospedale a Bergamo - perché grazie al loro gesto di solidarietà umana abbiamo ricominciato e sperare affidandoci alle cure degli specialisti dei Riuniti che, con l'intervento al nostro bambino, hanno aperto una nuova strada a tante famiglie senza la possibilità di poter scegliere cure alternative al trapianto. Una strada fino ad oggi ancora più difficile perché obbligata a viaggi della speranza all'estero, lontano da casa." Il trapianto multiviscerale per adulti e adolescenti viene effettuato in Italia al centro di Bologna diretto dal Prof. Antonio Pinna, affermato leader internazionale. Fino ad oggi per i bambini più piccoli era ancora necessario recarsi all'estero principalmente a Parigi ed a Miami. Questi viaggi della speranza oltre ad essere molto rischiosi, avevano il prezzo di pesanti disagi per le famiglie e di elevati costi per il servizio sanitario nazionale. "Aprire nuove strade - ha commentato il Direttore Generale dell'ospedale, dott. Carlo Bonometti complimentandosi con tutta l'èquipe - rappresenta una conferma per il nostro ospedale soprattutto nell'area dei trapianti dove siamo in grado di garantire il trattamento di gravissime insufficienze d'organo anche nei pazienti più critici. L'intervento di oggi, seppur consapevoli dell'alto rischio di rigetto degli organi trapiantati, dà valore e significato alle scelte, ai programmi, all'impegno di tante persone". Il piccolo è arrivato all'intervento dopo oltre 10 mesi di lista d'attesa, affidato alle cure dell'Unità di Pediatria diretta dal dott. Giuliano Torre, che già in precedenza, all'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, aveva sviluppato assieme alla dott.ssa Manila Candusso, per primi in Italia, competenze nella gestione delle insufficienze intestinale e della nutrizione artificiale. "Per un bambino così piccolo - spiega il dott. Torre - è molto difficile arrivare al trapianto per la rarissima disponibilità di donatori neonati. Dal dicembre del 2005, quando il bambino è stato messo in lista d'attesa, siamo riusciti ad assistere il piccolo nonostante ripetuti episodi emorragici e nonostante le condizioni andassero di mese in mese aggravandosi ed aiutati dai colleghi della pediatria di Varese. Riuscire a mantenerlo in vita ed a portarlo fino all'intervento in condizioni accettabili è stato un grosso successo che dobbiamo soprattutto all'impegno alla competenza ed alla esperienza della dott.ssa Manila Candusso con la quale, anche ora, a trapianto avvenuto, dovremo percorrere un cammino lungo ed irto di ostacoli che richiederà un forte impegno di molteplici competenze dell'ospedale nel prevenire e trattare precocemente ed efficacemente le possibili complicanze, soprattutto quelle immunologiche ed infettive. Si pensi che la sopravvivenza ad un anno si aggira attorno al 50%, anche se nel corso degli ultimi anni si sta assistendo a importanti miglioramenti. Naturalmente l'obiettivo di queste forme di terapia non è solo la sopravvivenza: se tutto andrà bene questo bambino avrà finalmente la possibilità di crescere ed avere una vita sostanzialmente normale". Dopo l'intervento, il bambino ha trascorso 10 giorni in Terapia Intensiva Pediatrica, diretta dalla dott.ssa Dott.ssa Daniela Codazzi. Attualmente è ricoverato nel reparto di Pediatria, affidato alle cure della dott.ssa Manila Candusso, dove ha iniziato ad essere alimentato per via intestinale. "Grazie al gesto dei familiari del donatore, - ha aggiunto il Direttore Sanitario, dott. Marco Salmoiraghi, e grazie alle competenze, professionalità di medici, infermieri e personale tecnico di tanti reparti coinvolti, dalle sale operatorie alle terapie intensive, dalla pediatria alla chirurgia, il caso è stato al centro di una gestione multidisciplinare che ci ha permesso ancora una volta di concretizzare l'impegno del nostro ospedale nel partecipare con coerenza al Programma della Regione Lombardia sul trapianto d'organi che prevede la completa capacità di utilizzare tutti gli organi resi disponibili nell'ambito regionale e di eseguire questi interventi a qualsiasi età, in perfetta integrazione con la rete regionale, attraverso il NITp e con quella Nazionale attraverso il CNT che supporta l'ospedale e tutta la rete dei centri trapianto italiani nell'attività trapiantologia". "Questo intervento - ha sottolineato il Direttore Generale, dott. Carlo Bonometti - come pure il trapianto di intestino isolato eseguito nella scorsa primavera, sono stati possibili grazie ad autorizzazioni ministeriali straordinarie. Ci auguriamo che dopo queste conferme il Ministero conceda la autorizzazione ad un formale programma di trapianto intestinale e multiviscerale in età pediatrica, da noi già da tempo richiesta. Questo ci consentirà una migliore pianificazione della attività, anche dal punto di vista gestionale". (vipas)
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