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Bifosfonati o vitamina D dimezzano il rischio frattura nei trapiantati.

Lo studio, realizzato da un team della Columbia University di New York, è stato pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”.

13/09/2011
Nel primo anno post-trapianto di un organo solido, i pazienti sono esposti a un alto rischio di fratture. Ebbene, stando ai risultati di una nuova meta-analisi, pubblicata da poco sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, tale rischio si può dimezzare con un trattamento con bifosfonati o vitamina D. Nell’anno successivo al trapianto sono state riportate percentuali di frattura fino al 37%. Diversi studi randomizzati hanno dimostrato che il trattamento con bifosfonati o metaboliti attivi della vitamina D dopo l’intervento previene la perdita ossea durante il primo anno, ma finora non era ancora chiaro quel fosse la differenza nelle percentuali di frattura tra i pazienti trattati e quelli non trattati. Per fare chiarezza, un team guidato da Elizabeth Shane, della Columbia University di New York, ha effettuato una metanalisi di 11 studi, su un totale di 780 partecipanti che avevano avuto in totale 134 fratture nel primo anno dopo il trapianto. Nove studi hanno confrontato un bisfosfonato con un placebo o l’assenza di trattamento, mentre due studi hanno messo a confronto l’1-alfa-idrossivitamina D o il calcitriolo con l’assenza di trattamento. Secondo quest’analisi, il trattamento ha ridotto il numero di pazienti con fratture (odds ratio 0,50) così come il numero di fratture vertebrali (OR 0,24). L’analisi dei soli trial sui bifosfonati ha mostrato che il numero di fratture si era ridotto all’incirca della stessa entità (OR 0,53), ma la riduzione di quelle vertebrali non ha raggiunto la significatività statistica. Gli autori sottolineano nella discussione che in nessuno degli studi inclusi nella metanalisi i pazienti erano stati trattati con tacrolimus, un immunosoppressore che “potrebbe essere associato a un minore perdita di massa ossea rispetto a ciclosporina, e quindi anche associata minor rischio di fratture”. Detto questo, la conclusione del gruppo americano è che nei pazienti sottoposti a un terapia immunosoppressiva con ciclosporina e steroidi, i bifosfonati o gli analoghi attivi della vitamina D prevengono le fratture durante l’anno successivo al trapianto d’organo. Emily M. Stein, Dionisio Ortiz, Zhezhen Jin, Donald J. McMahon and Elizabeth Shane “Prevention of Fractures after Solid Organ Transplantation: A Meta-Analysis” The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism August 17, 2011 Division of Endocrinology, Department of Medicine, Columbia University College of Physicians and Surgeons, New York, New York - 10032 Department of Biostatistics, Mailman School of Public Health, Columbia University, New York, New York - 10032
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