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Bologna - Sant'Orsola: in 24 ore 7 trapianti.

Sei organi ricevuti da un 17enne.

04/10/2010
Al Policlinico li hanno chiamati i magnifici sette. Tanti sono infatti i trapianti eseguiti nell’arco di 24 ore in tre sale operatorie del Sant’Orsola-Malpighi. La maratona è iniziata alle 3 dell’altra notte e si è conclusa alle 3 di ieri. Un evento eccezionale che ha restituito il sorriso a sette pazienti, due dei quali estremamente gravi e in immediato pericolo di vita. É stata la simultanea disponibilità di due donatori, uno a Bologna e uno a Modena, a mettere in modo la macchina organizzativa che, come una grande orchestra dai sincronismi perfetti, ha portato a conclusione con successo tutti gli interventi. Alcuni dei medici che vi hanno preso parte sono rimasti ininterrottamente in ospedale dal venerdì mattina all’alba di ieri. Ecco l’elenco dei trapianti, reso noto da un comunicato del policlinico. Uno di fegato e uno multiviscerale sono stati eseguiti dal professor Antonio Daniele Pinna, direttore dell’unità operativa trapianti di fegato e multiorgano, e dai suoi collaboratori Matteo Ravaioli e Matteo Cescon; il multiviscerale ha comportato il trapianto simultaneo di sei organi interni su un diciassettenne di Civitanova Marche che lo scorso 20 agosto aveva subito un gravissimo trauma addominale in un incidente stradale; due di cuore, eseguiti rispettivamente dai professori Giorgio Arpesella e Piero Maria Mikus, dell’unità operativa di cardiochirurgia diretta dal professor Roberto Di Bartolomeo; tre di rene eseguiti dal dottore Fausto Catena e dal professor Giovanni Fuga, dell’unità diretta da Pinna. E’ stato direttamente coinvolto lo staff anestesiologico del professor Guido Frascaroli, dell’unità di anestesiologia e rianimazione del professor Gerardo Martinelli. «I sette pazienti sono ricoverati in terapia intensiva e il decorso post-operatorio è regolare ¬ spiega Pinna ¬. In particolare, il ragazzo di 17 anni è in buone condizioni. È stata una grande impresa per tutto l’ospedale e vorrei ringraziare tutto il personale medico e infermieristico che l’ha resa possibile». Hanno contribuito al ‘primato’ cinque équipe chirurgiche formate da venti infermieri di sala operatoria e venti chirurghi oltre agli operatori di tutti i servizi coinvolti nella complessa procedura prevista per l’espianto e l’esecuzione dei trapianti. Il professor Martinelli si dice doppiamente «felice dell’exploit, che per me è quasi un omaggio per una vita dedicata a questo lavoro, dal momento che il 31 ottobre vado in pensione».
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