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Bologna, muore in attesa del trapianto.

La famiglia dona i reni e salva due vite.

03/02/2016
Muore aspettando il trapianto di un cuore nuovo. E la sua famiglia, come estremo gesto di generosità, dice sì alla donazione degli organi ad altri due pazienti in lista d’attesa. È successo nei giorni scorsi al policlinico Sant’Orsola di Bologna. E oggi i medici assicurano: “Un’azione di enorme sensibilità, che non è per nulla scontata”. L’uomo, 47 anni, soffriva da tempo di problemi cardiaci ed era ricoverato da un mese nell'ospedale bolognese. Negli ultimi giorni di vita, quando le sue condizioni sono peggiorate, è stato inserito nella lista d’urgenza nazionale per i trapianti, una corsia “parallela” per chi è molto grave e deve passare davanti agli altri. Serviva un cuore subito, insomma, che però non è arrivato. E mentre aspettava, un ictus se l’è portato via. Una storia finita male, come purtroppo può succedere, ma che nelle corsie del Sant’Orsola è rimasta impressa anche per un altro motivo. “La sua famiglia, pur distrutta dal dolore, è venuta da noi prima ancora che avessimo il tempo di contattarla e ha detto sì alla donazione degli organi - racconta Gabriela Sangiorgi, responsabile del Centro trapianti - hanno mostrato un’enorme sensibilità, un grande senso etico”. Due reni sono così stati trapiantati ad altrettanti pazienti del policlinico che erano in attesa. Due nuove vite che ricominciano. “Non deve sembrare ovvio o scontato l’assenso dei parenti - insiste la Sangiorgi, che punta molto sulla sensibilizzazione dei cittadini al tema della donazione degli organi - per noi è stata una cosa grandiosa. Abbiamo avuto casi simili dove invece ci è stato opposto un rifiuto, negando la possibilità di altri trapianti. Questa volta, per fortuna, non è stato così”. La Repubblica, Bologna
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