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BOLOGNA: PRIMO TRAPIANTO DI SPALLA AL MONDO

Eccezionale intervento al Rizzoli: sostituita l'articolazione tra omero e scapola.

24/04/2008
E' stato eseguito ieri all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna l'annunciato primo trapianto di spalla al mondo: l'intervento e' stato effettuato dall'equipe del prof. Sandro Giannini, direttore della 6^ Divisione di chirurgia ortopedica-traumatologica del Rizzoli su un paziente di 47 eanni di Montesilvano, Giampiero Cocchini, affetto da gravi artrosi post-traumatiche di spalla. L'organo trapiantato era stato prelevato da un donatore di 38 anni e trattato per le procedure degli esami preliminari dalla "banca del tessuto muscolo-scheletrico" del Rizzoli, diretta da dott. Piermaria Fornasari. Una "protesi biologica" al posto di quella meccanica: "La novita' - ha spiegato il professor Sandro Giannini, che con la sua équipe ha eseguito al Rizzoli il primo trapianto di spalla al mondo - e' che si tratta di un trapianto "fresco", non congelato, che mantiene la vitalita' delle cellule cartilaginee". L'altra novita' e' che si tratta di un trapianto "sottile": circa un centimetro per lato tra osso e cartilagine, tra scatola e omero, in modo da consentire - come gia' provato nell'esperienza dei trapianti - la rivascolarizzazione completa dell'osso nell'arco di circa un anno dall'intervento, e la vitalita' della cartilagine, cosi' da restituire una articolazione naturale al paziente operato. E' probabile - ha spiegato ancora Giannini - che il paziente abbia una spalla simile a quella normale". Prima dell'intervento "serve una adeguata misurazione tra chi dona e chi riceve", che si esegue con una tac. Non ci sono invece particolari problemi di rigetto in quanti, ha spiegato il chirurgo" la reazione immunitaria dell'osso e' modesta". Il trapianto di spalla e' indicato per persone sotto i 50 anni con articolazione della spalla danneggiata, a causa di una artrosi primitiva o secondaria ad altre cause, come un trauma. Un'alternativa chirurgica, dunque, alle comuni protesi articolari artificiali, che come tali sono soggette ad usura e richiedono magari nel tempo degli aggiustamenti, in grado di garantire una soddisfacente ripresa dell'attivita' quotidiana e sportiva anche, e soprattutto, nei pazienti piu' giovani. L'idea alla base del trapianto articolare totale - ha spiegato Giannini, non nuovo al altri record nel campo dei trapianti ortopedici - e' quella di trapiantare un organo intatto, costituito in osso e cartilagine, in grado di integrarsi con il ricevente e sostituire un'articolazione danneggiata, eliminando il dolore e ripristinando il movimento. Fino ad oggi le indicazioni per il trapianto articolare si restringevano alla chirurgia di salvataggio nell'ambito dell'ortopedia oncologica, che prevedeva l'uso di grandi trapianti congelati con la complicazione principale della morte della cartilagine articolare e permanenza dell'artrosi. L'intervento sul paziente abruzzese, che sta bene e sara' a breve dimesso, e' durato circa tre ore e non ha avuto nessuna complicazione. Il paziente - che ha avuto il trapianto della spalla sinistra - verra' dimesso nelle prossime 24 ore, e in due/ tre mesi riprendera' la completa funzionalita' della spalla. Lunedi' al Rizzoli si replica, con il trapianto della spalla destra dello stesso donatore, su un altro paziente giovane con problematiche simili a quello gia'operato. Gia' da quattro anni, presso l'istituto ortopedico Rizzoli, il professor Sandro Giannini e la sua e'quipe hanno accettato la sfida del trapianto articolare totale, riscuotendo grandi successi in campo internazionale: primi nei trapianti di ginocchio (ne sono stati eseguiti 8) e di metatarsofalangea (alluce: ne sono stati eseguiti 4). Quaranta inoltre i trapianti totali di caviglia eseguiti, i primi dei quali sono pero' avvenuti in America. La Banca dell'osso del Rizzoli, ha concluso il direttore sanitario Stefano Liverani, e' la prima in Italia, per data di nascita (1961) e attivita': gode di finanziamenti specifici dalla Regione Emilia Romagna per il suo lavoro nel campo della ricerca. (AGI)
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