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CELL FACTORY: A SAN MARINO LA PRIMA BANCA PER LA CONSERVAZIONE

E’ stata inaugurata il 21 aprile a San Marino la prima banca per la conservazione autologa di cellule staminali.

26/04/2007
E’ stata inaugurata sabato 21 aprile a San Marino la prima banca per la conservazione autologa di cellule staminali. Le mamme, in pratica, potranno conservare le staminali del proprio figlio prelevate dal cordone ombelicale per poterne disporre in caso di necessità. Si tratta, in pratica, della "Cell factory" di cellule staminali del cordone ombelicale in tutta la penisola. L'iniziativa di Bioscience Institute riguarda un laboratorio che per requisiti tecnologici e standard qualitativi non ha eguali in Europa. La presentazione della prima Cell factory della Repubblica di San Marino è avvenuta nel corso di un convegno scientifico che si è svolto presso il Bioscience Institute dal titolo "Staminali. Queste amiche sconosciute. Lo stato dell'arte della ricerca, le applicazioni cliniche, il futuro, tra scienza, bioetica e sociale". "La cell factory di San Marino – ha affermato l’amministratore di Bioscience Institute Giuseppe Mucci - apre dopo aver ottenuto il parere favorevole dell'Authority sammarinese competente che ha verificato l'ottemperanza di Bioscience Institute ai piu' restrittivi regolamenti internazionali in materia: 'GMP - Iso 14644/1 - LBM dell'OMS; tale caratteristica ne fa una struttura senza eguali in Europa per la qualità delle tecnologie e delle procedure di trattamento”. Attualmente sul suolo italiano la conservazione autologa delle cellule staminali non è consentita, ma il 9 maggio 2007 scadrà l’ordinanza “Misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale”, che viene reiterata dal 2001. Il Ministro Livia Turco, incaricata per decidere sulle modalità di una nuova ordinanza o provvedimento legislativo, attende l’esito di un lavoro della ‘Commissione sulle cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale’. E’ possibile che in breve, grazie anche alla pressione di migliaia di famiglie italiane e di un appello bipartisan formulato dai parlamentari di tutti gli schieramenti politici sotto forma di proposta di legge, l’Italia si allinei alla posizione assunta da Paesi come Spagna, Usa, Belgio, Inghilterra, ecc. e, quindi, si apra alla conservazione autologa, come ha già fatto la Repubblica di San Marino. Nonostante in Italia nascano circa 550 mila bambini all’anno, dopo oltre 10 anni di lavoro, le banche eterologhe del cordone hanno conservato 11.433 campioni (dati NETCORD di marzo 2007) di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale (di cui 457 sono stati trapiantati); il resto è stato distrutto. In sostanza, con questa proposta si intende offrire l’opportunità di conservazione delle cellule staminali in strutture private a quel numero elevatissimo di cordoni che altrimenti verrebbero distrutti. I laboratori del Bioscience Institute di San Marino si sviluppano su un’area di 550 mq, dei quali 220 sono destinati a ‘clean rooms’, ovvero camere in cui il livello di contaminazione viene costantemente controllato ed è effettuata la manipolazione delle sacche di sangue cordonale per portarle alla crioconservazione. Le pareti dei laboratori sono dotate di grandi vetrate che rendono estremamente agevole la visita e lasciano apprezzare chiaramente gli standard qualitativi, senza dover necessariamente entrare provocando rischi di contaminazione. Ogni singolo ambiente classificato è dotato di un ‘contaparticelle laser’ che, prelevando campioni di aria in continuo, misura la presenza di particelle inquinanti esprimendo una valutazione in tempo reale del livello di sicurezza biologica. I dati rilevati sono accessibili a tutti perché sono visualizzati dai monitor alla reception dell’istituto e sul sito internet di Bioscience Institute. In tutti gli ambienti sono installate telecamere collegate, sia al sistema di sorveglianza a circuito chiuso, sia al sito internet accessibile a chiunque. Bioscience Institute intende, infatti, mettere nelle condizioni gli interessati di verificare di persona, o in modalità remota, le procedure operative di manipolazione, dall’arrivo della sacca di sangue del cordone, fino alla crioconservazione delle cellule staminali; ciò tutela e tranquillizza i clienti del laboratorio rispetto alla qualità del servizio di conservazione prestato. Bioscience Institute effettua, inoltre, la tipizzazione HLA, cioè la tecnica che permette di identificare le compatibilità prima del trapianto per evitare il rigetto, sia sul campione (al momento della riconsegna), che sul ricevente. Tale specifica procedura, apparentemente superflua nel caso di finalità autologhe della conservazione, garantisce in assoluto l’assenza di errore e preserva l’irripetibile opportunità del trapianto autologo. La conservazione è prevista per 20 anni (finché la ricerca scientifica non dimostrerà che questo limite è superato con una casistica che dimostri che le staminali sopravvivono più a lungo in azoto liquido) al costo d’ingresso di 2000 euro, più 50 euro annui. Le sacche contenenti le cellule vengono tenute in deposito immerse in azoto liquido alla temperatura costante di -190°. Il laboratorio attualmente ha disponibilità per la conservazione di almeno 100mila sacche. Bioscience Institute è convenzionato con un vettore internazionale per la raccolta delle sacche presso il luogo di degenza della madre entro le 24 ore e consentire, quindi, l’avvio del trattamento entro 48 ore dal prelievo. A tutti i dipendenti e collaboratori sarà chiesta l’adesione ad un codice bioetico, secondo il quale nessuno potrà lavorare in ambito sammarinese o internazionale in strutture dedite alla ricerca o conservazione di cellule staminali embrionali. La domanda di conservazione autologa di cellule staminali è largamente diffusa fra le famiglie italiane. Tale domanda ha assunto i connotati di ‘notizia’ quando è arrivata da personaggi pubblici. Il primo caso riguardò la principessa spagnola Letizia Ortiz che, vista l’impossibilità di conservazione in Spagna (Paese apertosi in seguito), consegnò le cellule dell’erede ad un laboratorio di Tucson, negli Usa. L’hanno seguita Susanna Biondo (moglie di Fiorello), l’attrice Ambra Angiolini, la conduttrice Federica Panicucci e tante altre stanno riflettendo su tale opportunità nel corso della loro maternità. Lo scopo di Bioscience Institute è quello di perseguire una informazione diffusa che esalti gli standard qualitativi (esibiti e verificabili on line) del proprio laboratorio, per corrispondere alla domanda crescente di quello che viene definito ‘il primo grande regalo dei genitori al nascituro’. (vipas)
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