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CELLULE STAMINALI EMATOPOIETICHE PER EVITARE IL RIGETTO

L'esperimento, riportato dalla rivista Transplantation, è stato condotto su 4 pazienti trapiantati di rene.

17/05/2002
L'ultimo numero della rivista Transplantation (15 maggio)riporta i risultati di uno studio di un gruppo di ricercatori dell'università di Stanford in California che hanno sviluppato una nuova tecnica immunosoppressiva per il trapianto renale,che evita i trattamenti immunosoppressori a lungo termine. Secondo gli specialisti l'idea è quella di somministrare al ricevente immunodepresso cellule staminali ematopoietiche del donatore per ridurre al minimo il rischio di rigetto. Gli autori hanno condotto la sperimentazione su 4 pazienti, 2 dei quali hanno già sospeso totalmente la terapia immunosoppressiva, mentre gli altri lo faranno prossimamente. La tecnica prevede il classico trattamento immunosoppressivo subito dopo l'intervento. La seconda fase consiste nel somministrare una radioterapia multipla leggera e una chemioterapia immunosoppressiva al paziente. Questo per permettere al ricevente di accettare il trapianto di cellule staminali ematopoietiche del donatore. In questo modo il midollo osseo del ricevente produce una miscela di cellule immunitarie proprie e del donatore, caratteristica che facilita l'attecchimento del rene trapiantato. Secondo i ricercatori, la nuova tecnica, oltre che migliorare la qualità di vita dei pazienti, aumenterebbe anche le possibilità di trapianto, perché è possibile utilizzare organi non perfettamente compatibili.
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