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CELLULE STAMINALI SALVA - VISTA

Se ne è parlato nel corso dei lavori del decimo meeting mondiale della Società internazionale superficie oculare (IOSS), che si è svolto a Grosseto.

16/06/2002
L'uso "salva vista" delle cellule staminali dell'occhio per ricostruire la superficie esterna della cornea e della congiuntiva sta diventando una pratica consolidata anche in Italia e sono già cinque i centri che la applicano. Lo sviluppo di questa tecnica è stato il tema predominante del decimo meeting della Società internazionale superficie oculare (IOSS), organizzato a Grosseto dal Prof. Vincenzo Sarnicola, direttore dell'Unità operativa di oculistica del locale ospedale e primo chirurgo oftalmologo ad avere effettuato in Italia, nel febbraio 2001, il trapianto di cellule staminali corneali da donatore vivente su una giovane palermitana. "Con questa tecnica - ha spiegato Sarnicola - si riescono a salvare dalla cecità numerose persone colpite da varie malattie dell'occhio, prima incurabili: le cheratiti gravi, le ustioni da calce e acidi, il pemfingoide oculare cicatriziale, la mancanza dell'iride, il deterioramento della superficie dell'occhio conseguente a interventi chirurgici multipli". Le tecniche usate per l'utilizzo delle staminali sono : l' autotrapianto, cioè l'innesto delle cellule utilizzando il serbatoio naturale dell'occhio sano dello stesso paziente; il trapianto da donatore vivente compatibile; il trapianto da donatore cadavere. In In poche settimane dall'innesto, è già possibile verificare l'attecchimento del trapianto e la ricostruzione della superficie oculare. Al meeting hanno partecipato i più importanti oculisti stranieri e italiani che si interessano del problema come il professor Scheffer Tseng presidente, fondatore della IOSS e direttore del Centro di diagnosi e terapia delle malattie della superficie oculare di Miami (USA), il professor Koij Nishida dell'Università di Osaka (Giappone), il professor Giancarlo Falcinelli di Roma, padre della tecnica nota come "osteo - odonto - cheratoprotesi" (la protesi della cornea), che ha ridato la vista a molti pazienti italiani e che utilizza parti prelevate nello stesso paziente, come la radice di un dente o una lamina di osso. (vipas)
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