indietro

CENTRI TRAPIANTO: PUBBLICATI I REQUISITI DI IDONEITA'

La Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre 2002 pubblica l'accordo 14 febbraio 2002 siglato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato,le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

06/10/2002
La Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre 2002, pubblica l'accordo 14 febbraio 2002 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sui requisiti delle strutture idonee ad effettuare trapianti di organi e tessuti e sugli standard minimi di attività di cui all'art. 16, comma 1, delle legge 1 aprile 1999, n. 91, recante "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti. L'accordo stabilisce che nell'ambito della programmazione sanitaria le Regioni e le Province autonome individuano tra le strutture accreditate, quelle idonee a effettuare trapianti di organi e tessuti. Prevede che, in attesa di definire le procedure di accreditamento a livello regionale, i centri autorizzati ai sensi della normativa previgente possono continuare l'attività di trapianto di organi e le Regioni possono individuare centri idonei ad effettuare il trapianto di tessuti, anche se non in possesso dell'autorizzazione di cui alla normativa previgente. Indica gli standard minimi di attività annuale per assicurare la qualità dei programmi: 30 trapianti di rene da cadavere, 25 di fegato da cadavere, 25 di cuore da cadavere e 15 di polmone da cadavere. Le Regioni sono tenute a verificare il conseguimento dei standard previsti dal decreto e a revocare l'autorizzazione alle strutture che per due anni consecutivi non abbiano raggiunto la metà degli standard previsti e a quelle che registreranno percentuali di sopravvivenza dei pazienti ad un anno dall'intervento di almeno 15 punti inferiori alla media nazionale. Infine disciplina le procedure per l'attivazione di nuovi centri e l'attività di trapianti sperimentali. Per quest'ultimi è previsto che il Centro nazionale trapianti, esaminata la richiesta e il parere del comitato etico, sentito il Consiglio superiore di sanità, ha la facoltà di approvare il protocollo proposto per un numero di trapianti, di cui si riserva di verificare i risultati. (vipas)
torna su