indietro

CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI: PROCEDURA REGOLARE PER RENE

Il comunicato stampa del CNT sulla vicenda del rene, denunciata dal presidente del forum dei trapiantati.

28/02/2007
Procedura regolare per la paziente in lista d’attesa a l’Aquila e a Siena In seguito a quanto affermato oggi a Firenze dal Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni dei Trapiantati, Giuseppe Canu, circa la vicenda di una paziente in dialisi a cui nel giro di poche ore sarebbe stato offerto da due diversi centri un organo ritenuto non idoneo, il Centro Nazionale Trapianti, effettuate le verifiche di competenza, smentisce con decisione quanto affermato dallo stesso. Il Centro, infatti, ha accertato che l’organo in questione non è stato trapiantato e che quanto avvenuto rientra nelle usuali procedure di preallerta dei pazienti potenzialmente compatibili residenti fuori dalle Regione dove ha sede il centro trapianti. In particolare, si è accertato che il rene è stato prelevato, nelle prime ore della mattina del 30 dicembre scorso, da un donatore di Avezzano, insieme all’altro rene ed al fegato. Gli organi sono stati offerti, secondo procedure standardizzate, dapprima in ambito regionale e, in particolare, al Centro trapianti dell’Aquila che li ha accettati, provvedendo immediatamente a selezionare ed allertare, tra i pazienti in lista, quello con il più alto grado di compatibilità. In questo caso, la paziente in dialisi indicata dal Sig. Canu è stata valutata come potenziale ricevente del rene. Contestualmente, lo stesso centro trapianti ha provveduto ad eseguire sul rene tutti gli accertamenti previsti, tra cui la biopsia renale, giudicando lo stesso non idoneo al trapianto e comunicandolo alla paziente. In questi casi, tuttavia, poiché l’utilizzabilità dell’organo può essere legittimamente valutata in modo diverso da centro a centro, in base alla tipologia del trapianto (di rene singolo o doppio) o in base alle condizioni specifiche del paziente, al fine di massimizzare l’utilizzazione degli organi disponibili nell’ambito della rete trapiantologica, le procedure prevedono che l’organo venga in ogni caso offerto a tutti i centri trapianto che lo valuteranno separatamente pur essendo informati di eventuali rifiuti precedenti. Perciò, come previsto dalle suddette procedure, il rene in questione è stato offerto in prima battuta a tutti i centri afferenti l’Organizzazione Centro Sud Trapianti (OCST), cui anche il centro dell’Aquila afferisce, che lo hanno a loro volta rifiutato. Infine, l’offerta è stata allargata alle altre due organizzazioni interregionali, l’Associazione interregionale trapianti (AIRT) ed il Nord Italia Transplant (NITp). In questa fase, il centro trapianti di Siena, presso cui la paziente in questione aveva un’altra iscrizione, in attesa di ricevere via fax i risultati delle analisi e della biopsia eseguiti sull’organo, ha provveduto, come avvenuto a l’Aquila, a selezionare e preallertare la stessa paziente, risultata, ovviamente anche questa volta, quella con il maggior grado di istocompatibilità rispetto al donatore. Una volta in possesso dei dati delle analisi, anche il centro di Siena ha rifiutato l’organo giudicandolo non idoneo e ha provveduto a comunicarlo alla paziente. Nella vicenda denunciata dal Presidente del Forum, non è, dunque, riscontrabile alcuna anomalia, tutto essendosi svolto secondo procedure approvate e adottate nell’ambito del sistema trapianti e che sono formulate in modo da garantire al meglio l’interesse dei pazienti, tra cui quello di essere trapiantati se esistono condizioni di idoneità. In questo settore, grazie al lavoro di numerosi centri italiani, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati dal Prof Remuzzi sul New England Journal of Medicine, l’Italia risulta all’avanguardia e dichiarazioni come quelle oggi effettuate dal Presidente del Forum possono essere fortemente fuorvianti per i cittadini. Centro Nazionale Trapianti - Comunicato stampa del 28 febbraio 2007
torna su