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CHI TUTELA I DONATORI? UNA STORIA GROTTESCA

Vuole fare il carabiniere, ma risulta "non idoneo" perché ha donato parte del fegato al padre.

20/01/2004
Pubblichiamo, senza commenti (perchè si commenta da sé), una lettera ricevuta nei giorni scorsi su un gesto di solidarietà e civismo, incappato nelle "regole della normativa". Ch.mo Presidente, chiedo scusa per il tempo che perderà nel leggere questa lettera e la ringrazio per l'attenzione che ad essa vorrà dedicare. Nel Settembre 2001, in seguito ad accertamenti clinici, a mio fratello fu riscontrato un quadro di " cirrosi epatica con presenza di due piccole formazioni tumorali al fegato". Lo portai all' ISMETT di Palermo; fu visitato dal Prof. I.Marino che gli consigliò il trapianto di fegato. Fu l'inizio di un calvario durato poco più di un anno; un anno di attesa e di speranza per un trapianto che avrebbe dovuto porre fine alle sue sofferenze, ma che non arrivava mai! Nel mese di Novembre 2002 le condizioni di mio fratello si aggravarono e così i familiari decisero di portarlo a Modena, dove il Prof. D. Pinna propose, come ultima ed unica possibilità di salvezza, il trapianto di fegato con un donatore vivente. Il figlio Fabio, di anni 23, si offrì immediatamente e spontaneamente come donatore. Così, espletate tutte le formalità di rito, il 4 Dicembre fu eseguito il trapianto. L'intervento riuscì tecnicamente bene, quand'ecco sopravvenire una setticemia da Pseudomonas che portò mio fratello, poco prima di Natale, inesorabilmente alla morte. Fu così vanificato un anno di sacrifici, di speranze, il mirabile impegno di tutti i sanitari che lo hanno avuto in cura e non ultimo il grande sacrificio del figlio. Una grave disgrazia per la famiglia, a cui si è aggiunta anche la beffa! Mio nipote, ripresosi quasi subito dall'intervento, potè riprendere normalmente il suo lavoro di Carabiniere Ausiliario in ferma biennale a Catania. Nel Novembre 2003 è andato a Roma per fare il concorso del passaggio in ruolo, ma ecco la sorpresa: è stato dichiarato non idoneo per la per-manenza in servizio in qualità di Carabiniere Effettivo perché affetto da " esiti di epatectomia sx con colecistectomia "! Sono amareggiato dal fatto che all'atto della "visita medica" sia stata omessa la motivazione della presunta condizione invalidante e cioè ...a scopo di trapianto! Non è stato quindi considerato il fatto che l'intervento chirurgico è avvenuto in condizioni di completa integrità fisica del donatore! ( non poteva essere diversamente, altrimenti sarebbe stato inidoneo alla donazione! ). Non è stato preso in considerazione il fatto che la colecistectomia non è stato altro che un atto chirurgico propedeutico e quindi indispensabile per poter poi procedere all'espianto dell'emifegato sx da trapiantare. La commissione medica limitandosi ad applicare in maniera rigorosa la normativa, non ha considerato questo nobile atto come un fatto straordinario e quindi non previsto dalle norme in possesso; avrebbe dovuto sentire quindi il dovere morale di informare del caso " chi di dovere " per aver lumi in proposito! Come uomo di scienza rimango sconcertato dal fatto che nel 2003 la mancanza della colecisti possa essere considerata una " condizione invalidante " tale da rendere un giovane non idoneo allo svolgimento del servizio di Carabiniere! L'asportazione di una parte di fegato porta alla così detta " restitutio ad integrum " dell'organo; nel giro di pochi mesi il fegato rimanente ricresce fino al volume originale senza con ciò aver subito alcun danno permanente. La colecisti non è considerata dalla letteratura scientifica mondiale un organo ma un'appendice del fegato; la sua presenza o meno non pregiudica in alcun modo la funzionalità del fegato, quindi dell'apparato digerente e non ultimo dell'intero organismo. Credo che i nostri Parlamentari debbano fare un attento esame di coscienza! Da un lato invitano a donare, mentre dall'altro hanno abdicato a quello che è un loro preciso compito istituzionale e cioè di legiferare in materia di donazione di organi da viventi e non lasciare che nel 2003 l'accertamento dell' idoneità fisica sia ancora disciplinata da Regi Decreti o da determinazioni del Comandante dell'Arma! I nostri politici hanno permesso, forse inconsapevolmente ma certamente responsabilmente, che si venisse a creare un grave vuoto legislativo abbandonando inesorabilmente al loro destino questi piccoli eroi. Se mio fratello fosse stato preventivamente informato delle conseguenze invalidanti del figlio, avrebbe certamente rinunciato al trapianto! Non bisogna dimenticare mai che i donatori sono persone che, nel pieno delle loro facoltà psicofisiche, decidono liberamente e spontaneamente di sacrificare la propria integrità fisica e non ultimo la loro vita per dare ad altri, con il loro grande e straordinario atto d'amore, una speranza di vita! Essi rappresentano il nostro orgoglio e la nostra coscienza ! Credo sia arrivato il momento di rendere giustizia a questo esercito misconosciuto di " PICCOLI GRANDI EROI " ; un piccolo esercito di volontari che ,giorno dopo giorno, combatte nell'ombra ed in silenzio la propria battaglia, senza per questo pretendere medaglie od onorificenze! Occorre pertanto che ognuno di noi ( ciascuno per le proprie competenze ) si prodighi per fare in modo che possa essere varata urgentemente una legge che li tuteli adeguatamente e degnamente: una legge che consideri i donatori viventi di organi delle persone normali e non degli invalidi! Si sta forse chiedendo troppo? Cordiali Saluti Lettera firmata Modica 18.01.04
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