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CI HA LASCIATO ALESSANDRO PELLEGRINI, CHIRURGO DEL CUORE

Se ne è andato in silenzio il 2 marzo scorso. Il ricordo di un grande uomo.

12/04/2007
Alessandro Pellegrini, chirurgo del cuore, innovatore dei trapianti ci ha lasciato il 2 marzo di quest'anno. Primario in Clinica chirurgica e in Chirurgia toracica, docente di anatomia, fisiopatologia, tecnica chirurgica e delle apparecchiature. Pioniere del programma sul cuore artificiale, lo ricorderemo tra i promotori della Fondazione "De Gasperis". Per 40 anni ha svolto la sua attività professionale presso la divisione di Cardiochirurgia dell'Ospedale Niguarda, iniziata nel 1957 come allievo del Professor Angelo De Gasperis; 9 mila gli interventi eseguiti, di questi, oltre 500 trapianti cardiaci; curò piani ministeriali sulle nuove tecnologie. Per la qualità dei risultati, ottenuti in tutti i settori della cardiochirurgia e per essere sempre all'avanguardia nell'applicazione delle metodiche chirurgiche innovative, ha contribuito a dare lustro all'ospedale Niguarda "Cà Granda" di Milano e al NITp. L'esperienza maturata negli anni è stata messa a disposizione della comunità scientifica anche attraverso numerose pubblicazioni su riviste di prestigio. Nel 1995 è stato insignito della medaglia al merito della Sanità pubblica, riconoscimento prestigioso e raro. Nel 2002 la comunità dei trapianti NITp gli ha conferito la targa di "Benemerito del prelievo e del trapianto". Dal 1997 è stato Coordinatore Regionale della Lombardia per l'attività di prelievo di organi e di tessuti dove si è impegnato con intelligenza e grande disponibilità per migliorare il programma lombardo. Un gentiluomo d'altri tempi, riservato e altruista; ci mancherà la sua sensibilità e il rigore con cui ha sempre saputo affrontare i problemi e superare le difficoltà. Riteniamo opportuno riportare, a testimonianza del suo grande sentire, il congedo che ha trasmesso a tutti noi quando ha saputo della sua malattia. Care Amiche e cari Amici, l’incidente di percorso che mi è capitato in gennaio, mi impone molte limitazioni, per la complessità della terapia e per la numerosit à degli esami. La mia situazione attuale, destinata a protrarsi a lungo, mi impedisce di esercitare i compiti del Coordinatore Regionale e soprattutto di avere gli indispensabili contatti con voi. Sono pertanto costretto a rinunciare al mio incarico, chiedendo all’Assessorato di essere sostituito. Care Amiche e cari Amici, ho sempre interpretato il nostro compito come una missione, che voi avete svolto con passione e con grande spirito di servizio, come io ho cercato di fare e come voi continuerete a fare. Ci auguriamo che anche il nuovo Coordinatore Regionale si impegni a lavorare con lo stesso spirito di dedizione, con il quale ho inteso svolgere il ruolo, meglio ancora se riuscirà a svolgerlo meglio di quanto io abbia fatto. Vi ho tutti presenti, vi saluto con grande affetto e vi auguro che possiate essere messi in condizione di lavorare meglio di quanto è accaduto finora. Alessandro Pellegrini (nitpnews)
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