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CNB: NO ALLA COMPRAVENDITA DI ORGANI

Il Comitato nazionale di bioetica in una mozione dice no a qualunque ipotesi di compravendita di organi o a forme di incentivi per la donazione.

21/06/2004
No a qualunque ipotesi di compravendita degli organi a scopo di trapianto o a forme di incentivi per la donazione. E' la posizione espressa dal Comitato nazionale di Bioetica (Cnb), che nei giorni scorsi ha approvato una mozione sull'argomento. Il Cnb e' tornato a pronunciarsi sullo scottante tema del trapianto d'organi dopo le posizioni emerse, lo scorso maggio, al Congresso dell'American Society of Transplantation a Boston. Al Congresso, sottolinea il Comitato, e' stata infatti posta in discussione ma non ufficialmente proposta una sorta di legittimazione della compravendita di organi per trapianti. Il motivo addotto, sottolinea il Cnb, e' quello di stroncare un traffico illecito e di ridurre il rischio dei donatori con un maggiore controllo sulle condizioni di prelievo da cadavere e di espianto da vivente. "Puo' sembrare ridondante - spiega il presidente del Cnb Francesco D'Agostino - confermare il divieto, dato che il commercio degli organi e' vietato in Italia e in Europa, ma e' opportuno ribadire che questa convinzione non deve essere mai scontata e va ricordato all'opinione pubblica questo principio". Secondo D'Agostino la cultura bioetica per questi temi deve essere "sempre attiva" perche' puo' accadere che "cio' che sembrava fuori dell'immaginazione a volte emerge".
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