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Come i trapianti di volto si trasformano nel tempo.

Da Trapianti.net

19/01/2016
I volti trapiantati cambiano il loro aspetto in base alla struttura ossea del ricevente e sembrano invecchiare a un ritmo accelerato, secondo un nuovo studio pubblicato sull’ American Journal of Transplantation. Bohdan Pomahac, del Brigham and Women Hospital (BHW), che aveva guidato il team che ha eseguito il primo trapianto di faccia integrale negli Stati Uniti e il terzo assoluto nel mondo, definisce il trapianto di faccia come l’intervento che, più di tutti, pone davanti a sfide etiche uniche, che rendono necessari studi a lungo termine per comprenderne a pieno rischi e benefici. Infatti poco si sa circa i risultati a lungo termine dei riceventi, anche perché è un tipo di trapianto molto recente. Ad oggi sono stati effettuati circa 30 trapianti di viso in tutto il mondo, il più recente è quello eseguito su Patrick Hardison, 41 anni, un vigile del fuoco del Mississippi che era rimasto completamente sfigurato dopo essere intervenuto in un incendio nel 2001. In questo studio, Pomahac e colleghi, hanno seguito tre pazienti sottoposti a trapiantati integrali di faccia, per più di 36 mesi. Gli autori riferiscono di aver osservato una perdita media di volume del viso del 19,5 % tra i 6-36 mesi dopo il trapianto. L’osso e i volumi dei tessuti molli sono diminuiti del 17,2% tra 6-18 mesi e del 25,5% entro 36 con una progressiva diminuzione di grasso. I cambiamenti assomigliavano molto al processo d’invecchiamento precoce, anche se guidati da una riduzione del volume di ossa e muscoli piuttosto che di grasso o di spessore della pelle del viso, come si vede con il normale invecchiamento del viso. Quanto osservato, tuttavia, suggerisce, secondo i ricercatori, la necessità di contromisure efficaci per invertire, ritardare, o addirittura prevenire l’atrofia ossea e muscolare al fine di sostenere gli esiti estetici dei trapianti del viso. “Il campo del trapianto di viso è molto giovane e tutti stiamo ancora perfezionando i vari interventi e i relativi risultati. Abbiamo evidenziato che nei trapianti di faccia l’invecchiamento sembra più veloce, ma ora bisogna assolutamente scoprire il perché”, commenta Pomahac. Un segno di insufficiente apporto di sangue o di rigetto in corso? Come si può arrestare il processo? Quali conseguenze si possono avere? Aggiungendo che: “questi risultati hanno implicazioni importanti per i pazienti e le loro aspettative, oltre che ripercussioni determinanti anche negli approcci chirurgici al trapianto e nella valutazione di rischio-beneficio. C’è quindi ancora molta strada da fare per capire cosa succede”. Il limite di questo studio è la piccola dimensione del campione e per spiegare il fenomeno dell’invecchiamento precoce evidenziato dall’autore c’è indubbiamente bisogno di casistiche più ampie, possibilmente accompagnate da documentazione fotografica dedicata. Le ipotesi che fanno i ricercatori sono diverse e riguardano anche l’età del donatore, quella del ricevente e il delta di età donatore-ricevente. Ma quanto queste possano influenzare il fenomeno somigliante all’invecchiamento del viso trapiantato, al momento non è dato sapere. Il dato inquietante è che nei tre pazienti studiati i volti trapiantati sono andati incontro a trasformazioni sostanziali nei primi 3 anni post-trapianto. E anche se questi cambiamenti differiscono dai fisiologici processi di invecchiamento, si sono comunque verificati. Come spesso accade nella scienza, lo studio solleva dunque più domande che risposte. Bibliografia Kueckelhaus M. Turk M, Kumamaru KK, Pomahac B, et al. Transformation of face transplants: volumetric and morphologic graft changes resemble aging after facial allotransplantation. American Journal of Transplantation 2015; doi: 10.1111/ajt.13544. (Trapianti.net)
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