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COMITATO NAZIONALE BIOETICA: APPROVATE DUE MOZIONI .

Nelle due prime decisioni adottate a maggioranza, su compravendita di ovociti e raccolta di cellule del cordone ombelicale, il fermo divieto di ogni mercificazione di parti dell’uomo.

17/07/2007
Il 13 luglio scorso il Comitato Nazionale di Bioetica ha approvato a maggioranza due documenti - sulla compravendita di ovociti e sull'uso di cellule staminali derivate da cordone ombelicale - nei quali si enuncia il no al commercio di parti del nostro corpo. «È convinzione del Cnb - si legge in un comunicato - che debba essere costantemente ribadito il divieto di ogni commercializzazione del corpo umano e di ogni sua parte, sia in forma diretta, attraverso atti di compravendita, che in forma indiretta, attraverso indennità o rimborsi non giustificati». La prima mozione, proposta da Assuntina Morresi, Laura Palazzani e Lucetta Scaraffia, denuncia che «la cessione di ovociti a fini procreativi e di ricerca scientifica è un fenomeno in continua espansione in numerosi Paesi» - è il caso dell'Inghilterra - dove si ricorre a espressioni ingannevoli come «"donazioni a pagamento"» per «"fini puramente altruistici"». Il Cnb esprime al convinzione che «la cessione degli ovociti umani a scopo di profitto risulti lesiva della dignità della donna, pregiudicandone anche l'integrità psico-fisica, tenda inevitabilmente a ridurne l'effettivo esercizio della libertà di scelta, alteri i delicati equilibri dell'alleanza terapeutica tra medico e paziente, costituisca una grave forma di abuso dello stato di necessità in cui si trovano i soggetti più deboli, per motivi economici o per età». La mozione ha però raccolto anche pareri contrari, come quello del vicepresidente del Comitato, Cinzia Caporale, che ha espresso voto contrario. Si tratta, ha detto Caporale, di una mozione "generica e soprattutto inutile, dal momento che si tratta di una pratica vietata in Italia". Per Caporale, inoltre, la mozione riflette una visione della donna "anacronistica" e "chiede che le autorità sanitarie promuovano una campagna di informazione sul problema; una cosa bizzarra - prosegue la bioeticista - che assume i contorni di un procurato allarme sociale, dal momento che tale pratica, nel nostro Paese, risulta irrilevante in termini quantitativi". Voto contrario alla mozione anche da parte del bioeticista Demetrio Neri, secondo il quale quello della compravendita di ovociti "non è un fenomeno in espansione". In realtà, è la posizione dell'esperto, "sotto il principio della non commercializzazione del corpo umano, espresso nella mozione, si nasconde la volontà di colpire la ricerca sulle cellule staminali embrionali". Altrettanto netto è il «divieto di ricavare profitto dal corpo umano o dalle sue parti» espresso nella mozione sulle cellule cordonali proposta da Luca Marini, vicepresidente del Comitato. Anche questo documento parte dalla constatazione che siamo di fronte a «un fenomeno in espansione, sia in Italia che nel resto d'Europa», vale a d ire «la raccolta e la conservazione delle cellule staminali derivate da cordone ombelicale» attorno alle quali si concentra l'attività delle «biobanche». A regolare la materia nel nostro Paese è oggi la recente ordinanza del ministro della Salute che però presto potrebbe essere scavalcata dal recepimento della direttiva 23/2004 del Parlamento europeo, con la quale si apre agli interessi di aziende private sul "ciclo" delle cellule da cordone. Per questo il Cnb ricorda il «divieto di ricavare profitto» da parti del corpo messe in vendita e auspica che «la raccolta e la conservazione delle cellule staminali cordonali, se autorizzate presso strutture private, debbano essere sottoposte a un regime di autorizzazioni che consenta l'effettivo esercizio delle forme di controllo pubblico previste dalla direttiva comunitaria», rispettando «il principio della non commerciabilità del corpo umano in quanto tale», «senza equivoci» sulla «volontarietà e gratuità» della donazione di sangue cordonale. Un terzo documento sul «destino degli embrioni» ottenuti con fecondazione assistita e «non più impiantabili» è stato rinviato alla sessione di settembre. Il senatore Ignazio Marino ha annunciato che presenterà un progetto di legge per l'adozione degli embrioni congelati e abbandonati. (vipas)
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