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COMITATO UE: NIENTE PROVE SU TRAFFICO ORGANI BAMBINI

La replica del Presidente del comitato dei trapianti del Consiglio d'Europa, Raphael Matesanz, ai servizi di alcuni giornali.

01/03/2004
La denuncia che alcune suore in Mozambico hanno recentemente fatto sulla scomparsa dei bambini e le voci dei loro corpi ritrovati senza organi "non hanno testimoni, ne' prove". Cosi' il presidente del comitato dei trapianti del Consiglio d'Europa, Rafael Matesanz, in una lettera aperta, attacca la indiscriminata diffusione delle notizie sul tema del commercio illegale di organi di bambini asiatici, africani, indiani, senza basi comprovate, pur non escludendo "che sia accaduto o che possa accadere in futuro". "Venti anni di denunce sul macabro e inumano traffico illegale degli organi per trapianti - spiega Matesanz - ma sino ad oggi, in nessun posto del mondo e' stato possibile dimostrare nemmeno un caso esemplificativo del problema". Differente invece il discorso sulla compravendita di uno dei due reni, che, secondo Matesanz, "e' una pratica generalizzata, talvolta una situazione isolata e locale, ma comunque una realta' in India, nel vicino Medio e Estremo Oriente, nel Nord Africa, nell'Europa dell'Est e in alcuni paesi latino-americani". Rafael Matesanz denuncia in questi casi la mancanza di leggi che regolino le donazioni: "In molti paesi non solo la compravendita dei reni non e' illegale, ma si accettano con sorprendente credulita' donazioni spontanee senza la minima parentela genetica. Il dramma e' molto grande, perche' non esistono controlli - continua Matesanz - quindi il ricevente l'organo rischia di contrarre malattie anche gravi come l'Aids e l'epatite". Il presidente del comitato Ue ricorda il clamore intorno alle prime denunce del traffico di organi per il trapianto proveniente da bambini rapiti e assassinati e invoca cautela sulle fonti. "Importanti figure della medicina - prosegue - alzarono la voce chiedendo un'indagine approfondita". Ma nessun caso e' stato portato alle cronache, rincara il presidente. "Nella realta' infatti risulta molto strano che di tale processo che si intuisce complesso e che richiede la collaborazione di molte persone, non sia stato mai possibile scoprire nemmeno il piu' piccolo anello di congiunzione". "Anche dal punto di vista tecnico - illustra - e' assurdo pensare sempre ai bambini come vittime di questo processo. L'utilizzo dei loro organi e' abbastanza limitato, con pochissimi riceventi potenziali di fronte alla gran domanda d'organi adulti. Da non dimenticare, inoltre che un organo trapiantato ha bisogno di cure specialistiche per tutta la vita" "Dove sono allora - si domanda il medico - tutti questi riceventi del traffico massivo di organi? In quali ospedali clandestini sono realizzati i trapianti e seguiti i pazienti? Da dove provengono i farmaci immunosoppressori, selettivi, cari e facilmente controllabili?". Serve un'informazione giusta e provata, chiede in conclusione Matesanz, per evitare che l'opinione pubblica si scoraggi ad effettuare "l'atto di maggiore generosita' ", la donazione di parte del proprio corpo.
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