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COMPRAVENDITA ORGANI: PROPOSTA SHOCK DA LONDRA

A distanza di 10 anni il bioeticista John Harris, ripropone la tesi di una compravendita legale degli organi. L'Aido risponde che in Italia puntiamo sulla donazione come un valore da condividere.

03/12/2003
Un dibattito alla associazione dei medici a Londra sui trapianti Un accademico lancia l'idea di legalizzare la vendita Organi, proposta inglese choc "Li acquisti il servizio sanitario" Aido: "In Italia puntiamo sull'ampliamento della solidarietà" di CRISTINA NADOTTI - Repubblica.it LONDRA - Organi per i trapianti dispensati dal servizio sanitario nazionale, come le medicine, come le bombole di ossigeno. E' la proposta che John Harris, professore di bioetica all'Università di Manchester, farà oggi durante un dibattito all'Associazione medica britannica a Londra. La Bma, l'autorevole ente che riunisce i medici in Gran Bretagna, organizzando l'incontro tra Harris e il professor Alistair Campbell, docente emerito di bioetica e medicina all'università di Bristol, ha dato spazio a una proposta di cui in ambiente sanitario si discute da tempo. In tutti i paesi del mondo la vendita di organi è vietata, tranne in Cina, dove è legale per i detenuti, se c'è la loro autorizzazione o quella di un familiare. In realtà però il traffico è vastissimo e riguarda soprattutto i paesi più poveri. Ma non solo: è dei giorni scorsi la notizia che, proprio in Gran Bretagna, una donna ha offerto un rene per procurarsi il denaro per acquistare una casa. I sostenitori della legalizzazione basano le loro argomentazioni sulla necessità di stabilire un mercato etico per vendere un rene, parte del fegato o del midollo osseo. La tesi sostenuta da Harris ha l'appoggio di numerosi chirurghi: "La vendita legale - dice il professore di bioetica - eviterà che i più ricchi usino il loro potere di acquisto per dominare il mercato, a scapito dei più poveri. Il servizio sanitario acquisterebbe organi e tessuti allo stesso modo in cui compra farmaci o macchine per la dialisi. In questo modo ci sarebbero tanti organi a disposizione quanti ne servono senza costi per chi ne ha bisogno". Harris non ha specificato quale sarebbe il valore degli organi venduti, anche se si parla di cifre considerevoli, ma ha detto che il compenso dovrebbe essere esente da tasse e che i donatori, nel caso avessero bisogno di un trapianto nel corso della loro vita, dovrebbero avere priorità assoluta. Per evitare che solo alcune nazioni, le più povere, diventino 'fornitrici' di organi per i paesi più ricchi, Harris propone che "il mercato sia limitato a un blocco di nazioni, come, per esempio, l'Unione Europea. So bene che questa proposta non incontrerà il favore del comitato etico dell'associazione - conclude Harris - ma so anche che moltissimi medici ne discutono e il numero dei favorevoli alla legalizzazione della vendita di organi è in aumento". La risposta di Alistair Campbell è prima di tutto di carattere etico: "Il nostro corpo non è un bene come, per esempio, la nostra casa - dice il professore di etica e medicina - Abitiamo la nostra casa e, se la possediamo, possiamo venderla. Ma siamo il nostro corpo, siamo un tutt'uno con esso. Quindi è giusto che la legge lo consideri diversamente da un bene di commercio". Campbell poi obietta anche su basi strettamente economiche: "Nel mercato di organi umani ci sarebbe comunque sfruttamento, come dimostrano bene gli studi fatti in proposito in India. In nessun modo i poveri potrebbe beneficiare dalla legalizzazione, anzi, la loro situazione peggiorerebbe. L'idea di un 'mercato etico e regolato' è un mito, perché anche in paesi non sottosviluppati sarebbero solo i più poveri ad affrontare i rischi di un'operazione chirurgica per denaro. Inoltre non c'è prova che questo sistema aumenterebbe la disponibilità di organi per i trapianti". In Gran Bretagna, secondo i dati della Bma oltre 6 mila persone erano in lista di attesa per un trapianto alla fine del 2002-2003. Durante l'anno 401 persone sono morte prima che ci fosse un organo disponibile. In Italia, secondo i dati dell'Associazione italiana donatori organi i tempi medi di attesa per ricevere un cuore o il fegato sono di 5-6 mesi, mentre per un rene di 7-8 anni. Il Centro nazionale trapianti ha censito nel periodo dal primo gennaio al 30 novembre 2003 12860 pazienti in attesa di trapianto: di questi 303 sono deceduti prima che un organo fosse disponibile. Secondo la presidente nazionale dell'Aido, Enza Palermo, l'esigenza di un dibattito del tipo di quello che si terrà oggi in Gran Bretagna non è sentita nel nostro paese: "Dal punto di vista etico la proposta inglese è inammissibile - dice la presidente dell'Aido - la nostra legge sottolinea ampiamente che la donazione deve essere gratuita. Non credo che rendere legale la vendita di organi potrebbe aiutare i trapianti, serve solo maggiore solidarietà. Non mi è mai capitato di sentire un medico italiano favorevole alla compravendita autorizzata di organi".
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