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Conservazione cordoni ombelicali.

Antitrust interviene su 6 società perché modifichino i messaggi pubblicitari.

25/10/2011
Messaggi informativi corretti sulle reali potenzialità di cura legate all’utilizzo dei cordoni ombelicali conservati all’estero. É il risultato ottenuto dall’Antitrust da sei società indagate per possibili pratiche commerciali scorrette. Le società FUTURE HEALTH ITALIA, SORGENTE, CRYLOGIT REGENER, FUTURA STEM CELLS, CRYO SAVE ITALIA e SMART BANK si sono infatti impegnate a chiarire, nelle loro brochure e in tutte le altre modalità informative, le reali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali emopoietiche cordonali, la numerosità dei trapianti effettuati distinti nelle due tipologie (autologhi, oggetto del servizio acquistato dai futuri genitori, e allogenici, con campioni messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso la rete delle banche del sangue per le donazioni solidaristiche), la garanzia della durata della conservazione dei campioni di sangue (15÷16 anni) a fronte del periodo anche più lungo, 20÷25 anni, relativo al servizio di conservazione offerto, la compatibilità genetica in ambito familiare e le problematiche da superare per l’eventuale rientro dei campioni in Italia per un loro utilizzo. Secondo l’Antitrust la nuova formulazione dei messaggi e l’insieme delle informazioni complessivamente veicolate dalle aziende consente ai genitori che devono decidere se attivare il servizio di conservazione del cordone all’estero, di farlo in maniera consapevole, avendo a disposizione tutti gli elementi necessari anche relativamente ai punti più controversi, considerando sia l’attualità e la continua evoluzione della materia, sia la delicatezza e il tecnicismo di tematiche relative alla salute e alla cura di patologie. “Con i provvedimenti adottati – spiega il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà - abbiamo ottenuto dalle aziende la fondamentale chiarezza informativa per un tema che tanto interessa i nostri cittadini. Ora spetta al Parlamento decidere se autorizzare la conservazione dei cordoni anche nel nostro Paese. Si tratta di stabilire se ha senso ‘costringere’ alla migrazione, togliendo possibilità di sviluppo in questo settore. Se si scegliesse in questo senso sarebbe però necessario destinare una parte dei profitti al finanziamento dei centri pubblici”. Plauso anche dalla Federazione Italiana Associazioni Donatori Cellule Staminali. La Federazione Italiana Adoces esprime in una nota vivo apprezzamento per la decisione dell'Antitrust di contestare a 6 banche private per la conservazione del sangue cordonale la pubblicità presente in siti internet e materiali divulgativi perché ingannevole. Adoces si era rivolta all'Antitrust già nel luglio 2010 per chiedere che venisse effettuato un controllo sui contenuti di portali e volantini delle banche private, con l'obiettivo di tutelare i futuri genitori da false promesse e da strategie capaci di creare confusione inducendoli ad un più facile consenso alla proposta di optare per la conservazione privata del sangue cordonale dei figli. Non solo, lo scorso 14 giugno 2011 alla tavola rotonda organizzata al Sanit di Roma “Il sangue cordonale in Europa: risorsa o business?” era intervenuto il dirigente dell'Antitrust Marco Venanzi, che ha seguito interamente i lavori. E nel recente Rapporto Adoces 2011, il presidente Licinio Contu, genetista di fama internazionale, ha ribadito: “Per convincere i genitori a consegnare loro il sangue del cordone dei figli per una conservazione personale, a parte le ragioni oneste ma irrilevanti in merito alla validità della conservazione autologa del sangue cordonale per futuri trapianti, le banche private si servono di strategie che consistono nel cambiare o camuffare l’oggetto della controversia, cosicché possa apparire interessante ed accettabile una proposta altrimenti insostenibile. Ricordiamo, ancora una volta, che l’oggetto del contendere tra pubblico e privato è la conservazione a lungo termine del sangue del cordone di neonati sani per eventuali futuri usi terapeutici autologhi. Tale opzione è offerta dalle banche private estere e dalle loro agenzie di intermediazione ai genitori come “assicurazione biologica” per i figli. É invece ritenuta una scelta infondata e inutile, che deve essere sconsigliata, dalle Istituzioni, dalla Rete delle banche pubbliche, dalle Associazioni di volontariato, e dai Centri trapianto che operano in Italia. Le altre tipologie di raccolta e di conservazione del sangue cordonale che sono utili ai malati sono tutte ammesse ed erogate gratuitamente, come Livelli Essenziali di Assistenza, nelle strutture accreditate del Sistema Sanitario Nazionale”. L'appello all'Antitrust e il Rapporto 2011 da poco diffuso sono azioni che rientrano in un impegno pluriennale di Adoces nel diffondere una corretta informazione circa le reali possibilità di utilizzo del sangue cordonale e nel sostenere la donazione solidale, ad oggi l'unica opzione rivelatasi efficace e utile. In questo percorso si annoverano anche le campagne informative nazionali promosse dall'associazione nel 2009 e nel 2010 e la recente audizione al Parlamento Europeo (15 marzo 2011) del Comitato italo – francese per il buon uso del sangue cordonale promosso da Adoces durante la quale è stato chiesto che l'utilizzo del sangue cordonale venga adeguatamente regolamentato in Europa e per limitare se non impedire “la deriva mercantile” generata dal business privato del sangue del cordone. “Ora l'auspicio di Adoces – ha concluso Contu - è che vengano stabilite regole certe con opportune sanzioni per coloro che non rispettano le disposizioni che le leggi italiane prevedono in relazione alle attività di raccolta, trasporto, processazione, conservazione e rilascio delle unità di sangue cordonale”. In allegato il testo completo del Bollettino n.40/2011 del 24/10/2011 contenente i provvedimenti adottati.
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