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Consiglio d’Europa e Nazioni Unite per combattere il traffico di organi.

Pubblichiamo lo studio congiunto del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite che richiede una convenzione internazionale per combattere il traffico di organi.

05/01/2010
Uno studio congiunto del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite, pubblicato il 13 ottobre 2009, sottolinea la necessità di giungere ad una nuova convenzione internazionale per combattere il traffico di organi, tessuti e cellule (OTC), proteggere le vittime e perseguire gli autori di tale crimine. Il traffico di OTC, inoltre, deve essere nettamente distinto dalla tratta di esseri umani finalizzata all’espianto di organi. Lo studio mette in evidenza che la tratta di esseri umani finalizzata all’espianto di organi rappresenta solo una minima parte del problema più generale del traffico di OTC e insiste sull’esistenza di una diffusa confusione tra giuristi e scienziati a proposito di questi due tipi di traffico che richiedono soluzioni differenti. Il rapporto denuncia la possibilità che numerosi casi concernenti questi due crimini non vengano segnalati a ragione del basso rischio e degli enormi profitti che ne derivano per gli autori. Il traffico di OTC assume spesso i tratti del fenomeno che viene denominato “turismo dei trapianti” che per i riceventi, molte volte provenienti da paesi ricchi, consiste nell’acquistare organi in paesi in cui le misure relative alla prevenzione della criminalità o alla protezione dei donatori in vita non esistono o non sono applicate. Si stima che una percentuale compresa tra il 5 al 10% dei trapianti di rene effettuati ogni anno nel mondo sia frutto del traffico. Lo studio conclude inoltre che: - ogni legislazione sul trapianto di organi deve basarsi sul divieto di ricavare proventi finanziari dal corpo umano o da sue parti; - al fine di accrescere la disponibilità di organi occorre incentivare le donazioni, privilegiando in particolare quelle post-mortem; - allo scopo di determinare se il problema incide in maniera disuguale su donne e uomini, si rende necessaria la raccolta di dati affidabili e ripartiti per sesso sul traffico di OTC e sulla tratta di esseri umani finalizzata all’espianto di organi; - la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e il Protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, contengono già delle misure idonee per combattere la tratta di esseri umani finalizzata all’espianto di organi. Gli autori dello studio sono: Arthur Caplan, presidente del Dipartimento di Etica Medica e direttore del Centro di Bioetica presso l’Università della Pennsylvania, Carmen Prior, procuratore austriaco della Repubblica, Rafael Matesanz e Beatríz Domínguez-Gil, rispettivamente direttore e consulente medico dell’Organizzazione Nazionale dei Trapianti spagnola. Lo studio è stato preparato su iniziativa di Maud de Boer-Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, e di Rachel N. Mayanja, consigliere speciale del Segretario delle Nazioni Unite per le pari opportunità e la promozione della donna. In allegato il testo completo dello studio congiunto (in lingua inglese).
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