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Consolidamento e nuovi percorsi

Il commento del Presidente Nazionale al report 2015

19/02/2016
In Italia la donazione dopo la morte si è notevolmente sviluppata negli ultimi anni raggiungendo numeri e qualità di eccellenza. Lo confermano i dati diffusi dal Centro nazionale trapianti sull’attività di donazione e trapianto per l’anno 2015 e sulla qualità. Tuttavia ciò non è sufficiente a colmare il divario tra necessità terapeutica di trapianto e disponibilità di organi. Preoccupano ad esempio il calo avuto nei trapianti di polmone, ma anche di rene, compensati quest’ultimi grazie agli interventi eseguiti da donatori viventi. Inoltre 407 pazienti sono usciti dalla lista perché deceduti in attesa. É essenziale pertanto consolidare quanto realizzato dalle regioni più virtuose, ma anche ricercare nuovi percorsi che portino ad aumentare la disponibilità di organi per trapianto. A.I.D.O. ritiene pertanto: - indispensabile una stretta collaborazione e integrazione tra coordinatore e medico curante intensivista. La mancata consapevolezza del ruolo e dell’importanza dell’intensivista nel processo di donazione è stata individuata in questi anni come maggiore barriera nelle rianimazioni e principale criticità culturale ed organizzativa. L’esempio più eclatante è il pmp dei decessi con accertamento neurologico che va dagli 88,8 della Toscana ai 19,2 della Calabria; - auspicabile diffondere il concetto di donatore a cuore fermo tra le figure professionali dell’area critica, in particolare tra medici e infermieri delle terapie intensive, del pronto soccorso e del 118, programmando un adeguato percorso formativo sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici che metodologici. Dai dati risulta che nei reparti intensivi vi è un elevato potenziale di donazione dopo arresto cardiocircolatorio. Naturalmente è necessario un lavoro preparatorio di condivisione e discussione delle problematiche etiche, cliniche, legali ed organizzative in ambito multidisciplinare. I primi otto casi già realizzati rappresentano un modello da seguire; - obbligatorio applicare quanto previsto dal decreto Stato regioni del 13 ottobre 2011, sul coordinamento ospedaliero. La donazione non può essere compito esclusivo della rete dei coordinatori, ma deve essere obiettivo dichiarato dell’intero ospedale. L’identificazione del potenziale donatore deve essere un obiettivo condiviso da tutti gli specialisti che trattano i pazienti con lesione cerebrale acuta, basato su procedure contestualizzate al singolo centro specialistico e all’area di afferenza. Inoltre deve essere maggiormente sviluppato e valorizzato il ruolo infermieristico nell’ambito del coordinamento; - essenziale una maggiore attenzione e continue verifiche da parte delle Regioni ai modelli organizzativi che devono portare ad una migliore gestione delle attività e delle strutture di prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule e al superamento delle diversità di attenzione e di impegno che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali, di Area vasta e Ospedaliere e gli stessi operatori sanitari dedicano al prelievo. Questo porterebbe a sanare la disparità di donazione oggi esistente sul territorio nazionale: da 6,9 a 37,6 donatori per milione di popolazione. Infine l’importanza della sensibilizzazione al cittadino che deve puntare a una informazione permanente e che stimoli la discussione. Gli slogan che fanno leva sui sentimenti non educano fino in fondo i cittadini a modificare il loro atteggiamento rispetto alla donazione. Mentre sollecitare la discussione significa prima di tutto stimolare una presa di coscienza individuale rispetto alla donazione e di conseguenza una presa di posizione. Inoltre, parlare delle proprie scelte in famiglia, è particolarmente importante dal momento che, in mancanza di una precisa dichiarazione del soggetto, sono i familiari che non si oppongono alla donazione d’organi. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle popolazioni migranti. Vincenzo Passarelli Presidente A.I.D.O. Nazionale Di seguito una sintesi sull'attività della Rete Nazionale Trapianti nel 2015 ATTIVITÀ DI PRELIEVO E TRAPIANTO IN ITALIA 2015 • I donatori cadavere effettivi sono stati 1.377, quelli utilizzati 1.166. • Una media di 22,7 per milione di popolazione (pmp) per i donatori effettivi e una media di 19,2 pmp per i donatori utilizzati. • Abitanti in Italia: 61.636.886 (Dati: previsione ISTAT) • La media europea è di 19,6 pmp. ATTIVITÀ DI DONAZIONE PER ZONE GEOGRAFICHE • Nord: donatori n. 761 • Centro: donatori n. 306 • Sud e Isole: donatori n. 199 ATTIVITÀ DI TRAPIANTO Nel 2015 sono stati effettuati 3.319 trapianti. Rene: 1.576 Fegato: 1.067 Cuore: 246 Pancreas: 50 Polmone: 112 Intestino e Multiviscerale: 1 TRAPIANTI DA VIVENTE Rene: n. 301 Fegato: n. 23 OPPOSIZIONI ALLA DONAZIONE Abruzzo: 34,0% Basilicata: 55,0% Calabria: 34,2% Campania: 36,8% Emilia Romagna: 27,6% Friuli Venezia Giulia: 24,6% Lazio: 28,6% Liguria: 31,9% Lombardia: 27,9% Marche: 16,7% Molise: 50,0% Piemonte: 32,7,6% Provincia Autonoma di Bolzano: 26,7% Provincia Autonoma di Trento: 20,0% Puglia: 39,8% Sardegna: 33,3% Sicilia: 44,2 % Toscana: 34,5% Umbria: 33,3% Valle d’Aosta: 50,0% Veneto: 17,8% ITALIA: 30,6% PAZIENTI IN LISTA DI ATTESA: 9.070 Rene: 6.765 Fegato: 1.072 Cuore: 731 Polmone: 383 Pancreas: 248 Intestino: 20 I TEMPI MEDI DI ATTESA DEI PAZIENTI IN LISTA Rene: 3,1 anni Fegato: 2,0 anni Cuore: 2,8 anni Polmone: 2,3 anni Pancreas: 3,2 anni LA PERCENTUALE DI MORTALITÀ IN LISTA Rene: 1,6% Fegato: 5,3% Cuore: 7,2% Polmone: 10,1% Pancreas: 2,8% DECESSI IN LISTA DI ATTESA Totale: 407 Rene n. 140 Fegato: n. 126 Cuore: n. 76 Polmone: n. 57 Pancreas: n. 9 CENTRI AUTORIZZATI AD EFFETTUARE TRAPIANTI Rene: 40 Pancreas e cellule pancreatiche: 14 Cuore: 19 Polmone: 11 Fegato: 22 Intestino: 3 In allegato il Report 2015 completo e l'Attività di donazione e trapianto 2015 in Italia, per regione e per milione di popolazione.
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