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COREA DEL SUD: "SI"ALLA DONAZIONE DA PARTE DEL CARDINALE E DEI SACERDOTI

Il cardinale e i sacerdoti di Seoul "per amore" si impegnano a donare gli organi post-mortem Proposta a tutti i coreani, la promessa fa parte di progetto a favore della vita, lanciato in occasione del Congresso Eucaristico. L'immediato consenso da parte del Consiglio dell'Apostolato Laico.

05/03/2009
Seoul (AsiaNews) Il card. Nicholas Cheong Jin-suk, arcivescovo di Seoul, e tutti i sacerdoti dell'arcidiocesi hanno fatto la promessa di donare i loro organi dopo la morte. Essi hanno invitato la popolazione coreana a fare altrettanto. L'invito è sorto durante la Giornata mondiale di Preghiera per la santificazione dei sacerdoti (il 23 giugno scorso), ed è uno dei progetti pro-life che l'arcidiocesi vuole sostenere in occasione del Congresso Eucaristico diocesano. Aperto il 18 giugno scorso, sul tema "Cristo nostra vita .- Scegli la vita", il Congresso durerà 3 mesi .  "La donazione di organi dopo la morte - ha detto il cardinale - è una forma suprema di amore e felicità dal momento che, partecipando a questo gesto, si partecipa alla vita, il dono più prezioso che abbiamo ricevuto da Dio. Attraverso questa condivisione, sia i donatori che coloro che ricevono gli organi possono giungere alla felicità". Il card. Cheong ha parlato delle difficili situazioni in cui versano coloro che aspettano da lungo tempo il trapianto [in oriente, la donazione degli organi è una pratica poco diffusa - ndr]. "Ci sono migliaia di pazienti - ha detto il porporato - che aspettano venga loro donato un organo, ma il numero di donatori è insufficiente. La donazione di organi dopo la morte è un metodo buono per mettere in pratica l'amore, senza una grande fatica". "Esorto tutti - ha concluso - e in modo particolare i cattolici, a mettere in pratica questa forma di amore, sperimentando la felicità che deriva dal donare". Immediata e positiva la risposta di Thomas Han Hong-sun, presidente del Consiglio dell'Apostolato Laico della Corea,: "Il Consiglio farà presto una proposta concreta, così che anche i laici cattolici possano prendere parte attiva alla campagna per le donazione, seguendo il buon esempio dei sacerdoti".
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