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Coronavirus Milano, 18enne salvato con trapianto «record» ai polmoni

28/05/2020

Un 18enne milanese, colpito in forma gravissima dal Coronavirus, è stato salvato dai medici con un trapianto bilaterale di polmoni eseguito lo scorso 18 maggio al Policlinico di Milano. Il virus infatti gli aveva «bruciato» i due organi, rendendoli incapaci di respirare in pochi giorni. L’incubo è iniziato il 2 marzo, con una improvvisa febbre alta. Il ragazzo, 18 anni appena compiuti, senza patologie preesistenti, si è ritrovato nel giro di 4 giorni ricoverato in gravissime condizioni in Rianimazione all’ospedale San Raffaele, nel nuovo reparto di Terapia intensiva allestito per fronteggiare l’ondata di malati Covid dei giorni clou dell’emergenza. Due giorni dopo è stato intubato.

Per oltre due mesi il 18enne è stato tenuto in vita, in coma farmacologico, tramite la circolazione extracorporea dall’équipe di Terapia intensiva cardiochirurgica del San Raffaele. Dopo essere stato curato anche con plasma iperimmune ed essersi negativizzato al Covid, è stato trasferito al Policlinico, dove è stato operato. «Un salto nel vuoto», hanno definito i medici questo trapianto bilaterale di polmoni, il primo del genere in Europa. L’intervento è stato eseguito dai medici del Policlinico di Milano, sotto il coordinamento del Centro nazionale trapianti, con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program.

Fin dall’inizio la famiglia era stata informata dai sanitari che «soltanto un miracolo» avrebbe potuto salvare il 18enne, ed era partita una catena di solidarietà tra i conoscenti per domandare preghiere per lui.

Oggi, informa il Policlinico, il giovane è sveglio, collaborante, segue la fisioterapia e viene lentamente «svezzato» dal respiratore. «È la prima volta in Europa per un’operazione di questo tipo», spiegano dall’Irccs di via Sforza. Negli stessi giorni si è svolto un intervento analogo anche in Austria (a Vienna, la scorsa settimana). Ma era una strada praticamente inesplorata, se non in pochi rari casi in Cina. 

(Sara Regina, Corriere della Sera)

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