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Cresce la raccolta di sangue da cordone ombelicale, 1 unità su 3 finisce in Banca.

Nel corso del 2009, in Italia, 16.207 unità di sangue cordonale sono state donate in modo solidaristico.

10/03/2010
La cellularità (numero di staminali contenuta nell’unità di sangue) richiesta è garanzia di efficacia nell’applicazione terapeutica, ma il resto continua ad alimentare la ricerca sulle staminali adulte e la medicina rigenerativa. Nel corso del 2009, a fronte di un numero complessivo di 16.207 unità di sangue cordonale donate in modo solidaristico attraverso i 305 punti nascita ( + 15 centri abilitati in un anno), sono state bancate 4.376 unità , che rappresentano il 27% del prelevato. I criteri di selezione utilizzati dai Centri Trapianto internazionali, determinano la selezione di unità con una cellularità più alta, cioè unità di cellule cordonali con oltre 1 miliardo di cellule staminali emopoietiche al momento della raccolta, in modo da garantire in caso di trapianto una maggiore efficacia terapeutica. Tali requisiti rendono più alta la soglia di “ingresso” delle sacche all’inventario, ma ne risulta migliorata la qualità. Il totale del bancato in Italia a scopo solidaristico ad oggi è pari a 28.464 unità, che pongono il nostro network tra i primi posti in Europa (solo Belgio , Regno Unito e Spagna superano le 20.000 unità). Nel mondo esistono dal 1993 50 Banche distribuite in 27 Paesi con una disponibilità globale di 450.000 unità di sangue cordonale, che ha reso possibile, ad oggi in circa 20 anni di esperienza, il trapianto di staminali da sangue cordonale in 20.000 casi, per curare un numero crescente di patologia in massima parte riferibili al settore ematologico e immunitario (tabella GITMO). Per quanto riguarda le richieste di conservazione “dedicata”, cioè finalizzate al trattamento terapeutico di familiari, generalmente un fratello o una sorella che al momento della nascita risultano affetti da patologie curabili attraverso trapianto da cellule staminali cordonali, nel 2009 , è stato di 246. Le unità invece rilasciate in totale dalla rete italiana nel corso del 2009 sono state 116, per la maggior parte da Banche rispondenti a requisiti di certificazione internazionale (FACT) come la Milan Cord Blood Bank e la Banca di Pavia. Interessante, nell’ambito della raccolta, la performance di “nuove” banche, quale la pugliese di San Giovanni Rotondo che dal primo anno di attività (2008) ha quadruplicato la raccolta, passando dalle 645 alle 2.451 e dalla siciliana di Sciacca, che ha ripreso ad operare solo nel 2008 , dopo la sospensione e il superamento delle verifiche da parte del CNS e CNT , con uno staff di sanitari e requisiti tecnico-organizzativi assolutamente conformi alle normative comunitarie in termini di qualità, nonché una rete di ben 74 punti nascita distribuiti sul territorio, che le hanno permesso di passare nell’arco di poco più di un anno da 384 a 1.281 unità. Il trapianto di cellule staminali (periferiche e da cordone) si afferma sempre più come alternativa valida, se non preferibile a quello di midollo osseo. I casi trattati nel 2009 con infusione di staminali da sangue cordonale allogenico (donatore estraneo) sono stati 112, mentre quelli con staminali da sangue periferico sono 347 e 194 i casi di trapianto di midollo osseo. Nonostante la certificata inesistenza di prove scientifiche sull’utilità e appropriatezza della raccolta autologa , le esportazioni sono cresciute: si è passati dalle 10.458 del 2008 (a fronte delle 12.348 richieste) alle circa 14.000 ( a fronte di 18.000 richieste) nel 2009. Il divieto di raccolta, argomentato nel decreto legge 18/11/2009 , si basa sui pareri di una commissione di esperti in materia, primo fra tutti, il Professor Franco Mandelli, uno dei “padri” dell’ematologia italiana che ha dichiarato che “sarebbe come congelare le unghie”, sottolineando con questa iperbole, come in caso di necessità di ricorrere a trapianti di staminali su base autologa, sia sempre possibile nel corso della vita, utilizzare quelle contenute nei propri organi e tessuti. Comunque, il decreto prevede anche la revisione della materia a fronte di nuovi studi di comprovata efficacia sull’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale e rilancia quanto recentemente affermato da Irving Weissmann, direttore dell’Istituto di biologia delle cellule staminali e di medicina rigenerativa all’Università di Stanford, che annuncia a breve un rapporto sulle “terapie non dimostrate” spesso utilizzate come specchietto per le allodole dagli abili mercanti che promettono a fronte di un immediato sicuro esborso economico una futura e imprecisata panacea per tutti i mali , anche quelli non ancora diagnosticabili. C.N.S. (Centro Nazionale sangue).
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