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CRESCONO I TRAPIANTI PEDIATRICI

Presentati dal Centro Nazionale Trapianti i dati del Programma Nazionale Pediatrico

09/07/2001
Il Centro Nazionale Trapianti ha presentato, per la prima volta dal suo insediamento, i dati del programma nazionale pediatrico, già attivo prima dell'entrata in vigore della nuova legge sui trapianti. Il programma si basa su una lista d'attesa unica a livello nazionale. Gli organi che si rendono disponibili vengono distribuiti dai Centri regionali o Interregionali di riferimento, in base alla compatibilità o alle urgenze, ai centri trapianti che hanno attivo un programma pediatrico. Al 31 dicembre 2000 i pazienti in lista di attesa erano 104, con la seguente specifica: 76 per il rene, 11 per il fegato, 9 per il cuore-polmone, 5 per il cuore, 3 per il polmone. Nel 1997 erano invece 201 in lista per un trapianto: 128 per il rene, 47 per il fegato, 16 per il cuore, 6 per il polmone, 4 per il cuore-polmone. Nell'illustrare questi dati il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dottor Alessandro Nanni Costa, ha sottolineato che "il programma nazionale pediatrico ha dimostrato di funzionare in modo più che soddisfacente. Per il fegato i dati sono spettacolari: grazie alla tecnica dello "split liver" (l'organo sezionato in due parti, ndr), i tempi di attesa sono molto ridotti e riusciamo a soddisfare la gran parte delle richieste. Qualche cosa in più occorrerà fare per il cuore, anche se da alcuni mesi è in vigore un accordo per garantire la precedenza alle urgenze pediatriche". Buoni i risultati sui tempi di attesa. Per il fegato si va dai 4,9 a 9,5 mesi; per il pomone da 3 a 10,3 mesi; per il cuore la media è di 7 mesi; per il rene l'attesa è un pò più lunga: da 9,6 a 20,1 mesi. A questo proposito il dottor Nanni Costa afferma che "soprattutto per il rene, la presenza di lunghe attese a carico di bambini che non hanno ottenuto il trapianto è dovuta a situazioni particolari: si tratta spesso di pazienti con gravi problemi immunologici. La sfida è ora quella di impegnarci di più per soddisfare anche le richieste di questi pazienti". (vipas)
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