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Cuore: sempre protagonista [2].

L’uomo senza cuore vive con due batterie.

22/02/2011
Il suo cuore non batte più, il suo polso è spento, eppure Liu Jing He, sudcoreano di 44 anni, cuoco a Roma, è vivo e si sente rinato. Stava morendo per uno scompenso cardiaco, l’intervento era l’unica possibilità di salvezza, ma non c’era un cuore disponibile per il trapianto. Francesco Musumeci, primario di chirurgia del San Camillo, e la sua equipe, l’hanno salvato inserendogli nel torace due sofisticati apparecchi che gli pompano sangue a ciclo continuo in tutto il corpo. Dopo un mese di degenza Liu è tornato a casa e ha ripreso a lavorare. Spiega il professor Musumeci :”Abbiamo dovuto sostituire entrambi i ventricoli con due piccole pompe al titanio. Queste sono alimentate, attraverso un cavetto, da due batterie esterne, che garantiscono 8 ore di autonomia, poi si ricaricano”. Il cuore è stato “disattivato” e usato come sacca: le pompe spingono il sangue prima nei polmoni per ossigenarlo e poi lo mandano in circolo, dalla testa ai piedi. Queste tecnologie all’avanguardia sono un’alternativa agli organi umani. In Italia, purtroppo, le donazioni sono diminuite e ci sono 700 italiani in lista per un cuore nuovo. In media la loro attesa dura due anni e il 10% muore aspettando l’operazione. L’anno scorso i trapianti di cuore sono stati 330 così le piccole turbine al titanio, che dovevano rappresentare un ponte nell’attesa della donazione, sono diventate una concreta alternativa.
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