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CUORE ARTIFICIALE: PADOVA PIONIERA NELL'UE

Un articolo del Prof. Gino Gerosa, Direttore del centro di Cardiochirurgia "V. Gallucci", Azienda Ospedaliera di Padova.

07/08/2006
Il numero di pazienti affetti da insufficienza cardiaca grave che richiedano un'ospedalizzazione è in costante incremento. Tale incremento è la risultante di due fattori: da un lato l'invecchiamento della popolazione, dall'altro i migliorati tassi di sopravvivenza dopo infarto miocardico. La sopravvivenza di questi pazienti, laddove i farmaci risultino inefficaci, è garantita dal trapianto cardiaco che rappresenta a tutt'oggi il "gold standard" terapeutico nel trattamento dello scompenso cardiaco grave. Malgrado un innegabile sforzo organizzativo degli organi competenti finalizzato a sostenere la cultura della donazione, ancora oggi il numero dei donatori di cuore disponibili riesce a soddisfare non più del 50% delle richieste per anno. Inoltre, per ragioni diverse, il profilo del donatore d'organo si è andato modificando: sempre più spesso i donatori sono soggetti di età superiore ai 50 anni deceduti per eventi ischemico- cerebrali. Ora, se l'innalzamento dell'età del donatore ha un impatto relativo sul trapianto di organi quali rene, fegato e polmone, di fatto rappresenta un limite alla possibilità di incrementare ulteriormente la disponibilità di cuori. I dati del Centro nazionale trapianti mostrano per il 2005 una riduzione del numero di trapianti cardiaci eseguiti nel nostro Paese. La differenza è fortunatamente modesta, ma è un dato del quale si deve tenere conto. La necessità di allocare in maniera ottimale gli organi disponibili ha di fatto portato alla creazione di un sottogruppo di pazienti cardiopatici che per vari motivi hanno perso i requisiti della trapiantabilità. Sono questi i pazienti con età superiore ai 65 anni, che è il limite massimo consentito, salvo rare eccezioni, per l'inserimento in lista di attesa per trapianto o pazienti affetti da patologie concomitanti che controindicano la terapia immunosoppressiva (es. tumori). La necessità di offrire a questi pazienti una alternativa altrettanto valida al trapianto cardiaco ha reso evidente la necessità di sviluppare nuove strategie terapeutiche quali la medicina rigenerativa e i sistemi di assistenza meccanica. L'utilizzo clinico delle cellule staminali nella terapia dell'insufficienza cardiaca è ancora confinata alla fase sperimentale e ulteriori validazioni sono necessarie prima che si possa pensare a un loro reale utilizzo in ambito clinico. L'impiego dei sistemi meccanici per assistenza ventricolare (ventricoli artificiali) sia pulsatili che a flusso continuo sono al contrario una realtà clinica. Tali sistemi vengono utilizzati oggi con buoni risultati, sia come ponte al trapianto, sia nell'attesa del recupero della funzione cardiaca laddove questa sia stata gravemente compromessa da patologie quali le miocarditi o l'infarto. L'utilizzo dei sistemi di assistenza ventricolare (Vad) quale terapia sostitutiva definitiva dell'organo cuore è ancora in fase iniziale e prevede l'utilizzo di dispositivi che possono sostituire la funzione di parte del cuore (Vad sinistro) o di tutto l'organo (cuore artificiale totale). In quest'ultimo caso si tratta dunque di un intervento analogo al trapianto cardiaco con la sola differenza che nel trapianto comunemente inteso il cuore del ricevente viene sostituito da un cuore umano mentre in questo caso la sostituzione avviene con un cuore meccanico. L'unico cuore artificiale totale attualmente disponibile quale sostituto definitivo cardiaco è l'Abiocor TAH 1. Tale sistema, sviluppato dall'azienda americana Abiomed, è il frutto di una ricerca durata trent'anni ed è stato impiantato per la prima volta al mondo il 2 luglio 2001 presso il Jewish Hospital della Università di Louisville. Da allora presso la stessa Università l'Abiocor è stato impiantato in altri 12 pazienti e la sopravvivenza più lunga è stata di 16 mesi. La Cardiochirurgia dell'Università di Padova che due anni fa ha eseguito il primo impianto in un paziente di 73 anni di un sistema di assistenza meccanica al circolo definitivo a flusso continuo tipo "Berlin Heart", introducendo così anche nel nostro Paese concezioni innovative sui supporti meccanici a lunga permanenza, cioè alternativi al trapianto cardiaco, è stata selezionata insieme a un centro svedese e a un centro tedesco per eseguire l'impianto di Abiocor in ambito europeo. Dopo un programmato periodo di training in Nordamerica l'équipe cardiochirurgica di Padova sarà in grado di introdurre anche in Italia tale innovazione tecnologica. L'utilizzo dei sistemi di assistenza ventricolare su ampia scala viene a porre ulteriori sollecitazioni sul sistema sanitario non solo in termini economici, ma anche per quanto attiene al supporto logistico sul territorio dei pazienti portatori di assistenze meccaniche sia temporanee che definitive. Pensiamo solo agli aspetti psicologici o al supporto familiare. Ci troviamo dunque a fronteggiare sfide a forte valenza innovativa in cui il nostro Paese non può e non deve porsi in posizione di retroguardia, ma assumere posizioni di vertice e di eccellenza.
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