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CUORE NUOVO? DA' CRISI MISTICA

I disturbi psichiatrici legati al trapianto di organi. Uno dei temi affrontati al Congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia.

01/03/2004
Delirio mistico dopo un trapianto di cuore. Ma anche sindrome persecutoria dopo un trapianto di rene o fegato e deliri autolesivi dopo un trapianto di cornee. Al trapianto di determinati organi possono corrispondere specifici disturbi di tipo psichiatrico, che trovano una spiegazione proprio nella tipologia dell'organo trapiantato. Un filone di ricerca, quello che studia i disturbi psichiatrici legati al trapianto d'organi, ancora giovane ma che in Italia conta numerosi studi condotti dallo psichiatra Filippo Ferro dell'Universita' di Chieti. Una casistica non e' ancora stata fatta, ma i vari casi osservati negli Stati Uniti ed anche in Italia puntano i riflettori sulle conseguenze che il trapianto puo' determinare a livello psicologico nei pazienti. La psicologia del soggetto che riceve un trapianto d'organo e' ''molto complessa - ha sottolineato Ferro, in occasione del Congresso nazionale della Societa' italiana di psicopatologia in corso a Roma - e l'atteggiamento tipico del trapiantato oscilla, di solito, tra due poli: la tendenza ad identificarsi con il vissuto del donatore o, al contrario, la tendenza al rifiuto dell'organo in quanto estraneo alla propria storia''. Con il trapianto, ha rilevato l'esperto, ''si pongono infatti le basi per un cambiamento dell'identita' del soggetto, dal momento che il trapiantato sente in un certo senso di aver acquisito una parte della storia personale del donatore''. In vari casi, ha spiegato Ferro, il paziente ''si sente in obbligo nei confronti del donatore che sente vivere dentro di se', tanto da assumere in qualche modo tratti della sua storia personale''. Un esempio: un paziente trapiantato di fegato che, saputo che il donatore era originario di Trieste, racconta lo psichiatra, ha preso l'abitudine di bere un vino prodotto nella citta'. Un modo, per ''compiere una sorta di tributo quotidiano al donatore''. Ma non sempre al trapianto segue una reazione di piena accettazione ed in vari casi insorgono disturbi psichiatrici precisi. L'elemento particolare pero', osservato da Ferro e altri specialisti, e' che il disturbo varia a seconda del tipo d'organo trapiantato. In vari pazienti trapiantati di cuore, ad esempio, si sono osservati, nelle prime ore successive all'operazione, i sintomi del delirio mistico: ''il paziente - ha spiegato Ferro - aveva cioe' delle visioni di tipo mistico e credeva di parlare con santi o entita' divine''. Un disturbo legato al fatto che ''l'esperienza dell'arresto del proprio cuore viene vissuta inconsciamente come un'esperienza di fine della vita e resurrezione''. In alcuni pazienti che avevano invece subito un trapianto di fegato o di rene si sono osservati i sintomi di un delirio di tipo persecutorio: ''L'organo veniva cioe' avvertito come tossico e velenoso, tanto che, in alcuni casi, i pazienti hanno rifiutato le necessarie terapie post-trapianto anche con gravi conseguenze. Un disturbo - ha rilevato l'esperto - legato al rifiuto inconscio dell'organo trapiantato''. Un delirio di tipo autolesivo si e' invece osservato in vari pazienti che avevano subito un trapianto di cornee: ''E' il caso di quei soggetti che, dopo il trapianto, non riescono ad accettare il fatto di vedere con gli occhi di un altro. Una situazione che in molti casi ha portato addirittura al tentativo di accecarsi''. Insomma, il verificarsi in vari casi di gravi sindromi psichiatriche post-trapianto, ha concluso Ferro, ''ha acceso i riflettori sulla necessita' di piu' mirati controlli psichiatrici di tipo preventivo per la valutazione dei candidati al trapianto: un evento cosi' eccezionale, infatti - ha concluso - in soggetti gia' predisposti puo' scatenare patologie psichiatriche anche con gravissime conseguenze''. (ANSA)
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