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CUORE RIPARATO CON IL TRAPIANTO DI CELLULE DEL MUSCOLO DI UNA COSCIA

L'eccezionale intervento a Udine su un uomo colpito da infarto.

30/10/2005
Eccezionale intervento a Udine: cellule del muscolo di una coscia sono state trapiantate nel cuore di un uomo colpito da infarto. La nuova tecnica, ancora sperimentale, prevede il prelievo di un pezzetto del muscolo della coscia che, una volta lavorato, viene trapiantato nel cuore dello stesso paziente, sulla cicatrice lasciata dall' infarto. L' intervento, eseguito sei mesi fa, punta a far crescere queste nuove cellule e far nascere nuovo tessuto contrattile, come hanno spiegato i medici del Dipartimento di Scienze cardiopolmonari diretto da Ugolino Livi che, insieme ad altri tre Centri italiani (Milano, Treviso e Genova), fa parte di un più ampio studio multicentrico internazionale. E tra pochi giorni, sempre a Udine, un secondo paziente sarà trattato con la stessa metodica. L' annuncio nel corso di un incontro scientifico, presieduto da Fabrizio Bresadola, promosso per celebrare il traguardo dei 1.000 trapianti di organo (cuore, rene, pancreas e fegato) effettuati in Friuli Venezia Giulia, insieme ai 20 anni del primo trapianto di cuore, eseguito a Udine il 23 novembre del 1985. La manifestazione rientra nelle celebrazioni per ricordare il primo cuore nuovo italiano, il 14 novembre del 1985: esattamente venti anni dopo a Padova sono previste iniziative scientifiche e sociali che mirano a parlare agli italiani di donazione degli organi e trapianti. "Festeggiamo ventanni dal primo trapianto di cuore eseguito ad Udine con una nuova sfida - dice Ugolino Livi - che rappresenta anche il primo passo verso una concezione innovativa dei trapianti: domani gli organi solo danneggiati potrebbero essere prelevati, aggiustati e nuovamente impiantati nei pazienti. In questo modo gli organi da donatore - aggiunge Livi - potranno essere utilizzati in quei pazienti che non hanno altre chance terapeutiche". Il primo passo è già stato compiuto. "Sei mesi fa - prosegue Livi - abbiamo trattato un uomo che aveva subito un infarto con una doppia tecnica: contemporaneamente alla seduta operatoria con by-pass e metodiche tradizionali, abbiamo adottato anche questa via innovativa, impiantandogli cellule prelevate dalla sua stessa coscia. Abbiamo prelevato da un muscolo della coscia un piccolissimo frammento, ricco di cellule chiamate mioblasti. Questo campione è stato inviato ad un laboratorio specializzato di Boston, dove le cellule sono state adeguatamente lavorate e rese iniettabili con una siringa. Tre settimane dopo Boston ci ha fatto riavere le siringhe e, nella seduta operatoria tradizionale, abbiamo iniettato le cellule della coscia sulla parete del cuore, nella zona resa necrotica dall'infarto e ormai cicatrizzatasi. Abbiamo quindi trapiantato sul cuore cellule prelevate dalla coscia dello stesso paziente. Queste cellule sembrano sopravvivere, moltiplicarsi e collegarsi fra loro - aggiunge - in modo da creare un nuovo tessuto contrattile e, quindi, andare a sanare quella parte morta, necrotica a seguito dellinfarto. A giorni - prosegue Livi - sottoporremo il paziente a una nuova visita e, a breve, un altro uomo subira lo stesso intervento. Il medico e la sua equipe si dicono molto orgogliosi di far parte di questo studio multicentrico mondiale. Ci sembra il modo migliore per onorare i festeggiamenti di questi giorni in Friuli Venezia Giulia. Siamo una regione dai piccoli numeri per quanto riguarda la demografia - riflette Livi - ma dai grandissimi numeri in termini di donazioni e di trapianti. Se è stato possibile raggiungere questi risultati fino ad oggi è grazie alla cultura della donazione della popolazione di questa regione e alla grande organizzazione sanitaria". (vipas)
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