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Dal Liceo classico una storia di scelte e di trapianti di organo

L'esperienza di Francesco Abate

04/05/2016

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa scritto dalle studentesse Anna Monteleone e Sara Caravita della classe 3B del Liceo classico, indirizzo Scienze Umane, su un incontro organizzato da AIDO con Francesco Abate, giornalista e trapiantato di fegato.

"Due storie che si incontrano, due persone coraggiose, Francesco Abate, adesso 50enne e Cinzia, 18 anni e una scelta importante. Francesco Abate, giornalista nonché autore dei libri “Chiedo scusa” e “Mia madre e altre catastrofi”, grazie alla collaborazione con AIDO provinciale di Ravenna, ha deciso di donare al liceo classico Dante Alighieri la sua storia.

Questa, ha avuto inizio molto tempo fa, quando, in contemporanea al padre, rispettivamente all’età di 2 e 25 anni circa, ha contratto l’Epatite C, sulla quale non vi erano ancora informazioni sufficienti né tantomeno cure per contrastarla.

Passano gli anni tra terapie mediche e ospedali, Francesco compie 18 anni, l’età in cui un ragazzo inizia a pensare realmente al proprio futuro, all’università, a girare il mondo, magari ad un’ipotetica famiglia e ad un lavoro. Poi arriva la notizia dei medici: gli rimangono 10 anni di vita. L’ unica speranza che gli viene offerta è di una possibile evoluzione nelle ricerche mediche. Ma lui è solo un ragazzo di 18 anni e la sua prima reazione non è certo quella di sperare in qualcosa di tanto lontano quanto improbabile. Un altro duro colpo è stato inferto, successivamente, dalla morte di suo padre, con il quale fino a quel momento era stato abituato a combattere sostenendosi l’un l’altro. Così, ritrovandosi solo davanti alla sua battaglia, decide di abbandonare la terapia.

Il tempo si restringe, la scienza progredisce e finalmente gli viene fatta la proposta: un trapianto di fegato. Un “sì” impulsivo decide per lui di mettersi in lista. E la chiamata arriva.

Dieci anni prima, Cinzia, una ragazza appena maggiorenne si è iscritta all’A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi) e ha scelto di donarsi. Ha deciso di offrire post mortem i propri organi, per garantire un futuro a qualcun altro, per generare vita attraverso la sua morte. 

Cinzia non è un’eroina, è una persona come tutte le altre, che però ha fatto una scelta e ha salvato una vita. Purtroppo ci sono molte persone che avrebbero bisogno di qualcuno come lei. Infatti, in un anno, in Italia 3000 pazienti subiscono un trapianto di organi, ma 9000 sono ancora in lista d’attesa e 400 non hanno abbastanza tempo per aspettare. 

“È impressionante il turbine di emozioni che si provano quando arriva quella chiamata” ci racconta Francesco. All’inizio l’intervento sembrava riuscito, ma poi un medico alle 3 del mattino, si accorge che qualcosa non va: aveva un’ emorragia interna dovuta alla perforazione di una vena. L’intervento chirurgico che ne è seguito è stato qualcosa di incredibile, i medici decidono, mettendo a repentaglio la propria carriera, di operarlo senza anestesia perché il suo fisico non avrebbe retto.

Francesco è molto grato a tutta l’equipe di medici e infermieri che l’hanno salvato, ma anche allo Stato Italiano e a tutte le famiglie che con i loro contributi permettono a lui e a tanti altri di intraprendere e proseguire con le varie terapie. E scherza aggiungendo “I finanzieri mi chiamano sempre alle loro riunioni perché sono l’unico che parla bene del loro lavoro”. Infatti, nonostante il suo passato, è un uomo che emana molta energia positiva ed ha un gran senso dell’umorismo, che si evince anche dal tono ironico e sarcastico dei suoi romanzi".

(Ravennanotizie.it)

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