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Dalla tragedia alla rinascita tutto in una notte.

Donati gli organi della studentessa spagnola morta venerdì a Firenze.

12/12/2011
I polmoni, il fegato, il pancreas, i reni, ma soprattutto il cuore. Il cuore, inteso come organo, il cuore, come la bontà dei genitori che, a tempo di record, hanno firmato l’autorizzazione per il prelievo. Di A. M. G. si sa che era una bella ragazza spagnola di 23 anni, solare e sorridente. Aveva scelto Firenze per studiare; seguiva, al pari di tanti altri coetanei e connazionali, un programma Erasmus. L’altra mattina era in bicicletta, all’incrocio tra via Doni e viale Redi, quando un Renault Kangoo l’ha presa in pieno. La dinamica è ancora al vaglio della magistratura, il conducente del mezzo, risultato negativo ad alcol e droghe, è indagato per omicidio colposo. Alba ha lottato per un giorno e mezzo a Careggi, poi, l’altra sera, ha desistito. Alla fine della sua battaglia, è cominciata la corsa dei medici. La famiglia, giunta nel frattempo da Valencia, ha detto sì al prelievo. Gli organi della studentessa sono già a destinazione. Cuori e polmoni saranno trapiantati a Siena; il fegato, il pancreas e un rene a Pisa. «Quando i donatori sono così giovani è possibile prelevare molti organi e quindi è richiesto un grande sforzo organizzativo e di integrazione tra le strutture sanitarie, centro prelievo e centri trapianto, e la struttura logistico-organizzativa che deve assicurare gli spostamenti in tempi precisi e in sicurezza», spiega il direttore del servizio logistica dei trapianti del Nucleo Operativo di Protezione Civile, Massimo Pieraccini, raccontando l’impresa della notte scorsa. «Tutto questo — aggiunge — per permettere che tutti i trapianti avvengano regolarmente, per non disattendere le aspettative di coloro che hanno bisogno del trapianto e non vanificare il gesto di grande generosità dei donatori. Anche in questo caso non si è fatto attendere l’assenso alla donazione, che è arrivato da una famiglia spagnola che ha confermato, nell’occasione, la generosità e la sensibilità di questo popolo che è leader in Europa per i trapianti, anche se non deve essere dimenticato che nella nostra Toscana siamo sicuramente un’isola felice rispetto al resto d’Italia in quanto a donazioni di organi. Prima di tutto — conclude Pieraccini — ai donatori ed alle loro famiglie, che in momenti così drammatici e devastanti trovano la forza di compiere questi importanti gesti e ridare la vita ad altre persone sconosciute, deve andare la nostra gratitudine».
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