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DIABETE: PRESTO IN ITALIA TRAPIANTO CELLULE BETA

Prendera' il via stabilmente in Italia, per ora in due centri al San Raffaele di Milano e all'Ismett di Palermo.

18/05/2005
E' questione di pochi mesi e prendera' il via stabilmente in Italia, per ora in due centri al San Raffaele di Milano e all'Ismett di Palermo, il trapianto di cellule beta per il trattamento del diabete di tipo 1. Ad annunciarlo e' lo scopritore della tecnica, l'italiano Camillo Ricordi, che al convegno Italia-Usa di medicina in corso a Miami ha spiegato i particolari del metodo e del progetto. Da anni Ricordi ha ideato e messo a punto una tecnica che prevede il prelievo di pancreas da donatore cadavere, la preparazione e l'isolamento delle isole di Langherans che contengono le cellule beta le quali producono l'insulina. Ma ora il gruppo di ricercatori che lavora con Ricordi ha fatto un altro passo avanti: ha messo a punto un micro strumento che fa crescere le cellule beta permettendo ai vasi del sangue di penetrare ed entrare in contatto con l'insulina prodotta. Il trapianto viene effettuato inserendo le cellule nel fegato del malato di diabete di tipo 1 attraverso una piccola sonda che passa nel sistema venoso. Qui le cellule si mantengono in vita producendo l'insulina necessaria. All'istituto San Raffaele di Milano sono stati gia' eseguiti 20 trapianti con il metodo Ricordi, ma presto saranno effettuati altri interventi, mentre all'Ismett di Palermo si comincera' tra 3-4 mesi, giusto il tempo per terminare la preparazione degli specialisti. In Italia potrebbero beneficiare della tecnica messa a punto dal ricercatore italiano circa 30 mila malati di diabete di tipo 1. Si tratta di una malattia autoimmune provocata dal fatto che il sistema immunitario dell'organismo attacca e distrugge le cellule del pancreas che producono l'insulina, l'ormone che controlla i livelli di zucchero nel sangue.
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