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DIALISI: IN ITALIA 40MILA PAZIENTI

Ogni anno 10mila nuovi dializzati.

05/07/2004
Sono 40.000 gli italiani in dialisi, praticamente il doppio rispetto a 15 anni fa. Ogni anno, nel nostro Paese, devono sottoporsi al trattamento 10.000 pazienti, un 'esercito' costretto a recarsi in ospedale almeno tre volte la settimana per sedute di circa quattro ore. Con un costo per il Sistema sanitario nazionale di 50.000 euro l'anno a paziente, sottolinea Francesco Locatelli, direttore del Dipartimento di nefrologia e dialisi all'ospedale Manzoni di Lecco e presidente della Societa' italiana di nefrologia, durante il 45.esimo congresso che si è tenuto a Torino e al quale hanno partecipato oltre 2.000 esperti italiani. ''Per i nefrologi - afferma Locatelli - un paziente in dialisi o in lista per un trapianto costituisce una sconfitta. Soprattutto se consideriamo che una diagnosi precoce consente di intervenire con terapie farmacologiche efficaci''. Basterebbe un banale esame delle urine. Studi recenti hanno evidenziato che la quantita' di albumina nelle urine e' un importante fattore di rischio non solo per le nefropatie, ma anche per le malattie cardiovascolari. Gli specialisti italiani, dunque, non hanno dubbi: ''Rivolgiamo - - insiste Locatelli - un appello ai medici di famiglia: non misurate solo la pressione arteriosa, ma prescrivete periodicamente un esame delle urine''. ''Sono soprattutto anziani a dover ricorrere alla dialisi - spiega Giovanni Cancarini, segretario nazionale della Sin - con una situazione clinica, specie cardiologica, compromessa. Se 10-15 anni fa il rapporto tra 20/40enni e 'over 65' era di 1 a 1, oggi per ogni paziente giovane in cura ce ne sono sei anziani. L'incremento dell'aspettativa di vita porta a una 'usura' fisiologica dell'organo''. Per questo ''vanno tenuti sotto controllo i principali fattori di rischio, come ipertensione e soprappeso - raccomanda Locatelli - per impedire che si instauri una malattia renale progressiva specie secondaria a diabete, con le note complicanze cardiovascolari e oculari''. La parola d'ordine e' ''investire in prevenzione'', giocando d'anticipio, anche perche' ''interventi chirurgici riparativi e trapianti sono spesso esclusi nel caso di persone in eta' troppo avanzata. E, nel caso di una funzione renale esaurita, la dialisi rappresenta la sola alternativa. ''Il nostro obiettivo ¿ conclude Locatelli ¿ e' di evitare le deriva degli Stati Uniti, a cui si stanno accodando la Germania e altri Paesi europei, dove stili di vita errati, un' alta percentuale di persone in sovrappeso o obese, fanno si' che il 50% dei malati di reni candidati alla dialisi sia diabetico e cardiopatico. Avere un cuore in ordine significa inoltre poter affrontare l' eventuale trapianto con minori rischi''.
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