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DIALIZZATO SI OFFRE COME CAVIA PER LO XENOTRAPIANTO

In una lettera, inviata al Ministro della salute, chiede il trapianto con un rene di maiale.

16/09/2002
Per lui, in dialisi da quasi quattro anni, la speranza di poter continuare a vivere senza rischi e in modo normale e lasciarsi dietro un "inferno" fatto di dolori e sofferenze, arriva da Londra. Qui i responsabili britannici dei laboratori che hanno creato Dolly, la prima pecora clonata, hanno fatto sapere a fine agosto scorso di aver fatto un grande passo in avanti in vista di futuri trapianti, senza problemi di rigetti, di organi di maiali sugli esseri umani. Francesco Fragomeni, 60 anni, pensionato, di Roccella, cittadina della Locride, non avendo alcuna possibilità di ottenere un trapianto di rene (prima di lui in lista d'attesa ci sono circa ventimila persone) ha colto al volo la notizia tant'è che ha preso carta e penna e ha scritto una "lettera aperta". Destinatario il ministro della salute Sirchia. In relazione alle confortanti notizie giunte da Londra, Fragomeni ha chiesto al ministro Sirchia l'autorizzazione sanitaria "a fungere da cavia ed essere così sottoposto, in via sperimentale, ad un intervento di xenotrapianto e ricevere così un rene di maiale". Fragomeni nella sua lettera fa sapere al ministro Sirchia di aver preso la rischiosa decisione "per cercare di porre fine al trattamento della dialisi che per me è un calvario quasi giornaliero che mi fa star male per ore e ore e che prima o poi, visto quello che per quattro giorni alla settimana sono costretto a sopportare, mi ucciderà lo stesso. Di vivere così, signor ministro - ha aggiunto il poveretto - non ne posso più, non ha senso. Ecco perché‚ le chiedo aiuto". Quest'uomo, insomma, non ce la più a vivere così, dentro e fuori dagli ospedali, trapassato da aghi simili a lance ogni due giorni, con le braccia doloranti e piene di lividi e spesso - come Fragomeni stesso sottolinea - "soggetto a collassi". Per il sessantenne reggino, che percepisce una pensione di circa 450 euro, la dialisi rappresenta pure un'enorme - e incredibile - sacrificio economico. Fragomeni, infatti, anticipa di tasca sua le spese dei viaggi di andata e ritorno dall'ospedale di Locri o Siderno (circa 150 euro al mese) per poi ottenere il rimborso dopo sei-sette mesi almeno e in seguito a continue e pressanti richieste da parte dello stesso interessato. (Antonello Lupis)
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