indietro

DISPOSITIVO DI ASSISTENZA VENTRICOLARE E TRAPIANTO DI CUORE PEDIATRICO

I risultati della sopravvivenza in uno studio realizzato al dipartimento di cardiologia pediatrica di Berlino.

01/12/2003
Al Dipartimento di cardiologia pediatrica del Deutsches Herzzentrum di Berlino, l'équipe guidata da Stiller ha valutato l'impatto dell'uso di un dispositivo di assistenza ventricolare (VAD) a flusso pulsatile ed energia pneumatica sulla sopravvivenza a breve e lungo termine in pazienti pediatrici con shock cardiogeno non trattabile sottoposti, in un secondo tempo, a trapianto di cuore (HTx). Lo studio ha revisionato retrospettivamente il decorso clinico di 95 bambini (età media 8 anni, range 8 giorni-17 anni; peso medio 24 Kg, range 3-110 Kg) sottoposti a trapianto cardiaco che sono stati suddivisi in tre gruppi. Il gruppo A, eleggibile, di 33 bambini trattati come pazienti esterni prima del trapianto; il gruppo B di 44 bambini con condizioni cliniche critiche, ospedalizzati prima del trapianto ma senza dispositivo di assistenza ventricolare; il gruppo C, di 18 bambini rianimati che avevano usufruito di un VAD pneumatico a flusso pulsatile per un tempo medio di 20 giorni. Complessivamente la sopravvivenza attuariale dopo il trapianto è stata dell'86% ad un mese e del 78% a cinque anni, senza significative differenze tra i tre gruppi. Il gruppo A ha avuto il migliore tasso di sopravvivenza a lungo termine (88% ad un mese e ad un anno; 80% a cinque anni) rispetto al gruppo B (88% ad un mese, 82% ad un anno, e 79% a cinque anni) e al gruppo C (72% ad un mese, ad un anno e a cinque anni). Non sono state rilevate differenze nell'esito neurologico, rigetto cardiaco acuto o insufficienza del trapianto. Il tasso di sopravvivenza è stato significativamente migliore nei bambini con cardiomiopatia in confronto a quelli affetti da difetti cardiaci congeniti. Gli autori dello studio concludono che il ponte al trapianto di cuore con VAD a flusso pulsatile ed energia pneumatica possa essere considerato una procedura sicura nei pazienti pediatrici. Dopo il trapianto, la sopravvivenza complessiva dei bambini è simile a quella dei pazienti per cui hanno fatto da ponte al trapianto gli inotropi o a quella del gruppo di pazienti eleggibile al trapianto. (Fatti e cifre, n. 44).
torna su