indietro

DONA ALLA SORELLA LA POSSIBILITA' DI CONCEPIRE

Da adolescenti Sandra le donò il midollo osseo. Ora Teresa, divenuta sterile dopo trattamenti contro la beta-talassemia, riceve dalla sorella minore il tessuto ovarico.

06/08/2007
Il primo splendido regalo la sorella minore glielo aveva fatto quand'erano entrambe poco più che adolescenti, riaccendendole la vita col dono del midollo osseo; poi, per la seconda volta, un regalo preziosissimo: la possibilità di avere figli, grazie alla donazione di tessuto ovarico, un trapianto senza precedenti tra sorelle non gemelle. E' la storia di Sandra e Teresa , 32 anni una, 35 l' altra, quest'ultima divenuta irrimediabilmente sterile in seguito a cicli di chemio e radioterapia per curare una beta-talassemia negli anni '90. Dopo il trapianto di tessuto ovarico, eseguito in laparoscopia all'Università cattolica di Lovanio con dimissioni di entrambe il giorno dopo l'operazione, Teresa ha riacquistato la funzione ovarica, le sono tornate le mestruazioni e dopo un anno i medici hanno potuto prelevarle due ovociti maturi e fecondarli in vitro. Sebbene questi embrioni non ce l'abbiano fatta a darle un bimbo, spiega sulla rivista Human Reproduction Jacques Donnez che dirige la clinica ginecologica del centro belga, grazie al dono della sorella minore la donna potrà ritentare la fecondazione e potrebbe anche concepire naturalmente. Teresa aveva 20 anni quando nel 1990 per guarire da una grave malattia del sangue, la beta-talassemia, ha avuto bisogno del trapianto di midollo osseo. Per prepararla al trapianto, i medici dovettero sottoporla a chemioterapia per uccidere le cellule malate prima di impiantarle quelle nuove e sane avute in dono dalla sorella allora diciassettenne. L'operazione riuscì, guarendo Teresa. Purtroppo però negli anni '90 non vi era la possibilità di prelevare e conservare gli ovociti prima della chemio, e così Teresa si dovette sentir dire che non avrebbe potuto avere figli per i danni irreparabili causati alle ovaie dalle terapie. Un barlume di speranza le si é però riacceso nel 2006, leggendo su un giornale che in Usa tra due sorelle gemelle era riuscito per la prima volta il trapianto di tessuto ovarico. Tra due gemelle identiche la nuovissima operazione è agevolata dalla completa identità genetica che esclude ogni rischio di rigetto, finora però l'intervento non era stato tentato con successo su sorelle non gemelle. Poiché Teresa aveva già ricevuto il midollo da Sandra, spiega Donnez, era chiaro che le sorelle erano immunologicamente compatibili, così si è deciso di tentare: un'operazione semplice e rapida, in laparoscopia, in meno di un minuto i medici hanno prelevato tessuto ovarico da Sandra trapiantandolo sempre in laparoscopia su Teresa. Il giorno dopo le sorelle erano già a casa. A distanza di sei mesi sono arrivate le 'prime' mestruazioni e varie analisi ormonali hanno confermato che la funzione ovarica era ripristinata. A un anno, la donna ha ancora regolarmente il ciclo mestruale e potrebbe anche tentare un concepimento naturale ma, a causa di problemi di fertilità del marito, Teresa ha preferito optare per la fecondazione assistita. A tale scopo le sono stati prelevati ovociti maturi, spiega Donnez, fecondati poi con successo in vitro. Tuttavia, continua Donnez, i due embrioni così prodotti non sono andati avanti nello sviluppo, ma questo non è necessariamente imputabile al tessuto ovarico trapiantato poiché gli insuccessi nella fecondazione in provetta non sono rari. La procedura, conclude Donnez, potrebbe dunque dimostrarsi in futuro risolutiva per tutte quelle donne che, divenute sterili per esempio in seguito a terapie oncologiche, non hanno potuto crioconservare i propri ovociti. "L'operazione è stata un successo - dichiara Teresa - adesso posso rimanere incinta naturalmente". (vipas)
torna su