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DONARE DEVE ESSERE UN ATTO SPONTANEO

In una intervista a Repubblica (4 febbraio 1999), il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione vaticana della Dottrina della Fede, confessa di essere iscritto ad una associazione di donatori di organi.

04/09/2008
Repubblica — 04 febbraio 1999 pagina 18 sezione: CRONACA CITTA' DEL VATICANO - "Donare i propri organi è un gesto d' amore moralmente lecito, a patto che sia un atto libero e spontaneo". E' la "linea" morale della Chiesa in materia di donazione d' organi. La ricorda il custode della fede cattolica, il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione vaticana della Dottrina della Fede. Per la prima volta il cardinale confessa di essere iscritto ad una associazione di donatori di organi, mentre ribadisce la netta contrarietà della Chiesa a ogni forma di procreazione artificiale: "Mettere a disposizione, spontaneamente, parti del proprio corpo per aiutare chi ha bisogno - dice il porporato - è un gesto di grande amore. Non è così, invece, per la fecondazione artificiale degli embrioni, che non prevedono l' atto d' amore tra coniugi. Su questi aspetti, è sempre valido quanto è scritto nell' "Istruzione sul rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione", la Donum vitae, pubblicata nel 1987. Quel documento, dopo 12 anni, è sempre attualissimo". Cardinale Ratzinger, è sempre moralmente lecito offrire i propri organi? "Certo che è lecito aderire, spontaneamente e in piena coscienza, alla cultura dei trapianti e delle donazioni d' organi. Da parte mia, posso solo dire che sono anni che ho dato tutta la mia disponibilità a dare, eventualmente, i miei organi a chi si trova nel bisogno". Questo vuol dire che lei è anche iscritto all' associazione dei donatori di organi? "Sì, sono iscritto da anni all' associazione e porto sempre con me questo documento dove, oltre ai miei dati personali, è scritto che io sono disponibile, di fronte ad una evenienza, a offrire i miei organi per aiutare chiunque avesse bisogno: è semplicemente un atto d' amore". Cosa significa per un cristiano mettere il proprio corpo a disposizione dei trapianti? "Significa tante cose insieme. Ma, prima di tutto significa compiere, ripeto, un gesto di altissimo amore verso chi ha bisogno, verso un fratello in difficoltà. E' un atto gratuito di affetto, di disponibilità, che ogni uomo di buona volontà può compiere in qualsiasi momento e per qualsiasi fratello. Tutto qui". Un atto che ora in Italia viene codificato anche da una legge. Cosa pensa di questa legge? "Nella mia situazione non mi permetto di giudicare nessuna legge di nessuno Stato. Non giudico le leggi. Dico solo che donare gli organi per i trapianti, spontaneamente, in piena coscienza e in piena consapevolezza, significa dar vita ad un vero, profondo, atto d' amore verso il prossimo". Eppure, eminenza, intorno a questo "atto d' amore" si polemizza: in particolare, sul silenzio-assenso informato: lei che opinione si è fatto? "No, non rispondo: sono aspetti legislativi su cui non posso assolutamente pronunciarmi. Anche perché ancora non conosco sufficientemente tutti i termini delle norme in questione. Ma sulle leggi non esprimo giudizi, al di là del fatto che la donazione è un gesto di gratuità fraterna e affettiva". Nulla da dire anche sulla fecondazione assistita? "Sulla fecondazione è sempre valida l' Istruzione Donum vitae, contraria a ogni forma di manipolazione e a qualsiasi atto procreativo al di fuori dell' amore coniugale". ORAZIO LA ROCCA
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