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DONATORI VIVENTI DI RENE: UNA VALUTAZIONE PSICHIATRICA

La rivista Transplantation riporta i risultati del monitoraggio psicosociale a un anno dal trapianto.

10/12/2004
Lo studio presentato sullo scorso numero di Transplantation ha condotto una valutazione psichiatrica sui donatori viventi di rene prima del trapianto con il fine di identificare eventuali fattori di rischio. La valutazione è stata effettuata a 4 e 12 mesi dal trapianto su un totale di 48 su 51 donatori consecutivi (94%), in un periodo di cinque anni, utilizzando l'intervista semistrutturata Short Form (SF)-36 Health Survey e il Patient Health Questionnaire (PHQ) per lo screening dei disturbi psichiatrici. I risultati hanno evidenziato un solo caso di donatore che, nel periodo precedente l'intervento, ha sviluppato un disturbo psichiatrico indicizzato nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders-Fourth Edition Axis I (DSMIV). Nei 12 mesi successivi il trapianto, si sono riscontrati 15 casi (31%) di disturbi con un'incidenza pari al 29%. I disturbi sono stati classificati come depressione (31%), ansia (6%) e disturbi dell'adattamento (13%). Sette donatori (15%) hanno evidenziato un disturbo al primo anno dal trapianto (depressione 10%, ansia 2% disturbi dell'adattamento 2%). La valutazione ha rilevato anche un corrispondente declino nelle funzioni psicosociali con un decremento a 4 e 12 mesi (P < 0,01, P < 0,05) come misurato dalla scala SF-36 Mental Component Summary; per 19 pazienti il decremento è stato maggiore di quello che si è verificato nella coorte (> 2 errore standard delle unità di misurazione). I punteggi per la SF-36 scales of General Health and Vitality hanno mostrato una diminuzione significativa (P < 0,05). Il disturbo psichiatrico a 12 mesi era associato alla funzione psicosociale e alla presenza del disturbo stesso a 4 mesi (P < 0,01), alle funzioni fisiche (punteggio SF-36 Physical Component Summary) a 4 e 12 mesi (P < 0,01) e alla presenza di un disturbo psichiatrico nel ricevente a 12 mesi (P < 0,05). I donatori potrebbero essere soggetti a disturbi di tipo psichiatrico nel periodo successivo il trapianti, concludono gli autori. Pertanto sarebbe necessario sia un monitoraggio di almeno 12 mesi sia un'analisi precedente il trapianto per informare i pazienti sull'eventuale insorgenza di un indebolimento psicosociale, così come sui fattori di rischio. (Fatti e cifre, n. 60)
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