indietro

Donazione di organi: salvare vite oltre ogni frontiera.

La plenaria dell’UE approverà il rapporto, votato dalla commissione Ambiente, il 18 maggio.

23/03/2010
La maggior parte degli organi donati proviene da persone in stato di morte celebrale. Comunicare ai propri cari se si desidera donare i propri organi li esonera dalla delicata decisione. Troppo spesso i pazienti muoiono aspettando un donatore. Tempi di attesa più corti migliorerebbero significativamente le chance di chi deve sottoporsi a un trapianto. La commissione Ambiente e Salute pubblica ha dato il via libera a una direttiva europea per il trapianto di organi, che mira ad aumentare la disponibilità e l'efficacia con cui un rene, un fegato, un polmone possono salvare una vita. Ogni giorno in Europa 12 persone in lista d'attesa per un trapianto muoiono perché non hanno trovato un donatore. Nonostante l'81% della popolazione si dice favorevole alla “Tessera del donatore”, solo il 12% la possiede. E le differenze fra un Paese e l'altro sono enormi. Abbinare donatori e pazienti a livello nazionale non solo limita le opzioni, ma innesca fenomeni come il traffico illegale di organi. E le organizzazioni per lo scambio internazionale di organi che esistono coprono attualmente solo determinate regioni. Da qui il bisogno di creare un'area europea in cui, grazie alla cooperazione tra Paesi membri, a standard di sicurezza condivisi e una campagna comune, la donazione di organi diventi più facile e più comune. Garantire la qualità e la sicurezza degli organi. La Direttiva proposta dalla Commissione europea prevede che ogni Paese abbia un'autorità nazionale, pubblica o no-profit, che si occupi di garantire la sicurezza e la qualità degli organi, dall'espianto al trapianto. Questo permetterà gli scambi tra Paesi europei. Le autorità nazionali saranno collegate in un network in cui la Commissione stabilirà il sistema per la circolazione delle informazioni. Le norme europee garantiranno standard di qualità e sicurezza minimi, permettendo agli Stati membri di adottare regole più ferree. “L'obiettivo è avere più organi per più pazienti” spiega il relatore Miroslav Mikolášik, popolare slovacco. Attualmente molti Paesi sono esclusi dalle due organizzazioni di scambio internazionale, eppure “ci sono organi di buona qualità con una buona tracciabilità”. Il piano d'azione. Oltre alla Direttiva la Commissione ha proposto un piano d'azione in 10 punti per migliorare qualità e sicurezza degli organi, aumentare la disponibilità e rendere le procedure più efficienti e flessibili. Questi punti includono lo scambio di buone pratiche, per aiutare i Paesi con minore disponibilità di organi ad aumentarla, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e la nomina di “coordinatori per il trapianto di organi” all'interno degli ospedali. Il rapporto d'iniziativa dello spagnolo Andres Perello Rodriguez (Socialisti & Democratici), esprime il supporto del Parlamento al piano d'azione e suggerisce che le autorità nazionali propongano ai cittadini di diventare donatori al momento del rilascio del passaporto o della patente. “Vogliamo fare tutto il possibile per assicurare che tutti i cittadini europei in attesa di un trapianto possano sopravvivere”. Combattere il traffico illegale. Per combattere il traffico di organi bisogna evitare qualsiasi forma di compensazione finanziaria, sottolineano i deputati, con l'eccezione dei costi di espianto per il donatore vivo, che comunque in principio dovrebbe poter donare solamente ai familiari stretti. Solamente in questo caso le spese incorse potrebbero essere rimborsate. La plenaria approverà il rapporto votato dalla commissione Ambiente il 18 maggio.
torna su