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DONAZIONE DI ORGANI:GLI ITALIANI UN POPOLO SENSIBILE.

L'AIDO ha analizzato i sondaggi di popolazione sulla donazione di organi effettuati dal 1990 al 2001. I risultati indicano che esiste una maturità culturale dei cittadini sull'argomento, ma anche che bisogna continuare a lavorare, attraverso l'informazione, a mantenere e creare (dove ancora non esiste), una sensibilità adeguata ed efficace.

24/03/2002
Donazione di organi: i sondaggi di popolazione 1990 - 2001 1) Atteggiamenti e disponibilità della popolazione italiana nei confronti della donazione d'organi. Sondaggio prodotto dalla Rimarko, in collaborazione con il periodico "Corriere Medico", nel periodo 13-15 ottobre 1990. 2) La donazione degli organi nel Lazio. Ricerca commissionata dall'AIDO, a cura del CENSIS, Roma 1992 3) La donazione di organi e tessuti: l'opinione dei cittadini, dei medici e del personale infermieristico del Veneto. Indagine della SWG di Trieste per la Fondazione degli Occhi del Veneto, 29-30 ottobre 1998, 27-30 maggio 1999. 4) Donazione d'organi: 7 su 10 dicono sì. Sondaggio CIRM per il quotidiano "La Repubblica", 24 marzo 2000. 5) La donazione degli organi negli immaginari della popolazione piemontese. Ricerca a cura del prof. Davide Vannoni del Politecnico di Torino, su commissione della Regione Piemonte, 3 - 7 Aprile 2000. 6) Si può dare di più senza essere eroi. Sondaggio a cura di Abacus, per la rivista mensile "Sorrisi - TV Salute", 1 novembre 2000. 7) Doneresti i tuoi organi? Sondaggio effettuato da www staibene.it e dall'Istituto di Medicina Sperimentale del CNR di Roma, 8 maggio 2001. Concetti - chiave emersi dalle risposte: * Il 90% degli intervistati si dichiara favorevole alla donazione degli organi. (si passa dall' 84% del 1990 al 89,7% del 2001) * Il 70% è per una disponibilità personale. (I fattori che si interpongono tra "disponibilità ideale" e "comportamento reale" è dovuto a una tendenza a non tradurre le parole ai fatti, alla scarsità di informazione, a incertezze e dubbi) * E' presente una buona diffusione della cultura della donazione e della solidarietà fra i giovani, i quali dimostrano una maggiore disponibilità. * Si evidenzia una certa preoccupazione per il fatto che il prelievo di organi possa avvenire quando la persona è ancora in vita. (nell'ultimo sondaggio il 70.5% ha dichiarato però di fidarsi dei metodi con i quali viene certificata la morte cerebrale). * E' sentita l'esigenza di maggiore informazione sulla normativa che regola i prelievi. * Si avverte il bisogno di rassicurazione rispetto al fatto che ci possano essere interessi economici legati ad un mercato di organi e tessuti. Esiste una sensibilità sociale e una maturità culturale dei cittadini sull'argomento donazione e trapianto. Bisogna quindi continuare a lavorare per mantenere e creare (dove ancora non esiste ) una sensibilità adeguata ed efficace, di modo che tutta la popolazione sappia che la sua collaborazione è essenziale per realizzare questo tipo di terapia. In questo ci viene in aiuto la legge 91/99, che all'art. 2 prevede la promozione dell'informazione. Ma come agire su questa sensibilità sociale? 1) Mostrare i risultati dei trapianti. La società deve sapere che lo sforzo solidale è qualcosa di utile e solido e non debole e passeggero. 2) Far comprendere gli aspetti medici e legali correlati con il processo donazione-prelievo-trapianto. 3) Eliminare le false credenze Morte cerebrale affrettata, irregolarità nella distribuzione degli organi e tessuti. 4) Aumentare i dialoghi familiari sulla donazione e sul trapianto. Far capire che in una logica di mercato la donazione è un ritorno alla gratuità, che il trapianto non è solo terapia, ma presa di coscienza civile e soprattutto che la nuova legge non impone delle decisioni, ma che è una normativa che consente una libera scelta. 5) Facilitare e ampliare (nel periodo transitorio) la diffusione della tessera del donatore. In questi anni l'iscrizione all'AIDO non ha mai contato nulla sul piano operativo visto che dai parenti è stato rifiutato il prelievo di molti iscritti e la legge era dalla loro parte, ma ha avuto un enorme peso nella diffusione della cultura della donazione e del trapianto: iscrivendomi comunico a me stesso e agli altri che ho capito il problema e do il mio contributo per risolverlo. (vipas)
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